Una qualificazione sofferta quella del Siviglia agli ottavi, arrivata con due pareggi: gli andalusi hanno eliminato il Cluj grazie all'1-1 dell'andata in Romania e allo 0-0 del Ramón Sánchez Pizjuán di giovedì sera. Fuori dalla Coppa del Re, eliminati a sorpresa dal Mirandes, i biancorossi stanno andando secondo le aspettative in campionato: quarti in classifica con gli stessi punti dell'Atletico Madrid (terzo) si giocheranno l'accesso alla prossima Champions League cercando di tenere a distanza le inseguitrici Getafe, Real Sociedad, Villareal e Valencia.

Il Siviglia gioca col 4-3-3, non segna moltissimo (34 gol in campionato), ma subisce anche poco. Il pericolo maggiore quando si affrontano gli andalusi arriva dagli esterni: a sinistra Ocampos, argentino ex Genoa e Milan, è l'uomo più in forma; a destra Suso si è subito ambientato diventando in pochissimo tempo un beniamino del Ramón Sánchez Pizjuán; al centro dell'attacco il marocchino En-Nesyri (prelevato a gennaio per 20 milioni di euro dal Leganes) insidia il titolare de Jong. Punti fermi dell'undici andaluso sono il solito Banega interno di centrocampo e Jesus Navas reinventato terzino destro da Lopetegui.

Il 4-3-3 dell'ex tecnico del Real Madrid in fase di non possesso diventa spesso un 5-3-2, con l'abbassamento sulla linea dei difensori di Gudelj. Il Siviglia va forte in trasferta: in Liga è la squadra che ha fatto il maggior numero di punti lontano da casa, dopo il Real Madrid. È una squadra solida che non entusiasma per il gioco. Rispetto alle ultime uscite, contro di noi dovrebbe tornare disponibile il portiere titolare Vaclik, rimasto fuori per un periodo relativamente lungo a causa di un infortunio al ginocchio e sostituito dal vice Bono.

«Sarà una sfida molto affascinante - ha dichiarato il tecnico biancorosso Lopetegui nel 2014 prese il posto di Fonseca alla guida del Porto - davanti avremo una squadra di spessore con grandi ambizioni. Affronteremo i giallorossi fiduciosi di poter fare bene, mi aspetto una sfida equilibrata e tirata: noi e la Roma siamo due squadre simili, molto vicine tra loro nei valori e nel modo di intendere il calcio. La Roma non ha soltanto Dzeko, ha anche altri grandi giocatori, come noi del resto. Combatteremo per passare. Ci è toccato il ritorno fuori casa, va accettato, dovremo sfruttare l'andata da noi e poi ripeterci anche all'Olimpico. Ma ora pensiamo all'Osasuna».