L'uomo mascherato non ha ancora la certezza assoluta di sfidare il suo vecchio sodale perché l'altro sta combattendo con un colpo al costato, che gli ha fatto saltare le ultime due di campionato, contro Atalanta e Spal. Lo danno per recuperato, anche se la sua soglia del dolore notoriamente non è altissima: è l'acquisto più importante dell'estate del Napoli - il costoso messicano Lozano non è certo titolare fisso - e dovrebbe essere in campo dal primo minuto.

E così la gara di oggi all'Olimpico sarà anche Dzeko contro Manolas, primo e terzo marcatore - il secondo ha traversato l'oceano, per andare a vestire la maglia gialloblù del Boca Juniors - di una delle serate più importanti della storia della Roma, il 3-0 al Barcellona valso la semifinale della Champions League 2017-18, secondo miglior piazzamento europeo di sempre.

Si erano anche spintonati Dzeko e Manolas, per qualche secondo, quando si erano trovati da avversari, il centravanti con la maglia blu numero 11 della Bosnia, il difensore con la numero 4 della Grecia: a fine partita Manolas ha accusato i bosniaci di non aver rispettato il loro inno nazionale. Ma è una storia che risale alle qualificazioni per il Mondiale in Russia, una gara del giugno 2017, più di due anni fa, che non ha lasciato scorie nel rapporto tra due ragazzi che nella Roma sono stati compagni di squadra per 146 partite, e ben 10.737'.

Il greco era arrivato nel 2014 dall'Olympiacos, il bosniaco un anno dopo dal Manchester City, e stando al rinnovo di contratto fino al 2022 firmato (sorprendendo tutti) il 16 agosto supererà ampiamente le cinque stagioni in giallorosso dell'ex compagno di squadra. Che oggi proverà a impedirgli di trovare il primo gol all'Olimpico contro il Napoli.

Un avversario che Dzeko ha sfidato tante volte: 9, due con il City in Champions, 7 con la Roma in serie A. Numero dispari perché nella prima stagione in Italia, quella in cui si fermò a 8 gol, rimase in panchina nella gara di ritorno, saltando l'1-0 firmato Nainggolan all'ultimo minuto. L'anno dopo li colpì per la prima volta, e fu subito doppietta: portò i suoi sul 2-0, Koulibaly accorciò le distanze, Salah le ristabilì. Era il 15 ottobre, si giocava al San Paolo: all'Olimpico rimase a secco, e la Roma perse 2-1.

Anche l'anno dopo i giallorossi persero in casa, 1-0 firmato Insigne, e vinsero fuori: 4-2 in rimonta, secondo e terzo gol del numero nove. Che lo scorso anno è rimasto a secco, sia all'andata che al ritorno, e ora non vede l'ora di sbloccarsi anche in casa: l'ex compagno è avvisato.