«La storia è questa: mancavano tre giorni alla fine del mercato, io ricevo una telefonata dall'allora agente del giocatore: "Prendereste Zaniolo, il figlio di Igor, per la Primavera?". E io: "Mh, difficile, siamo già a posto". E lui: "Io dico a zero costo per voi". "A zero? Parliamone..."». A raccontarci la storia è Manuel Montali, responsabile del settore giovanile della Virtus Entella, 42 anni, e già l'esperienza giusta per non farsi sfuggire certi affari.

A liberare Zaniolo a costo zero, due anni fa, fu la Fiorentina. Lui lo prese e un anno dopo l'Entella lo cedette all'Inter per una cifra di 1,8 milioni fissi più bonus che hanno fatto lievitare il conto fino a quasi 3 milioni: «Diciamo che siamo stati anche fortunati, siamo stati chiamati... Nicolò lo avevo visto giocare, guardandolo con un occhio particolare perché conoscevo il padre che è di queste parti, di Lavagna, e mi aveva colpito. Si vedeva che aveva prospettiva. E mi sorprese ricevere quella telefonata: la Fiorentina lo aveva tenuto sei anni in convitto... Ma a volte con i ragazzi capita di fare qualche errore di valutazione, magari ci si fida di un allenatore e si fanno delle scelte diverse. Il vero merito nostro fu la rapidità. In tre giorni chiudemmo. E da noi esplose, unendo alle doti tecniche che già conoscevamo delle qualità fisiche che poi hanno fatto la differenza». E che hanno evidentemente colpito la Roma: «Monchi si muove in maniera diversa da tanti altri, ci vuole il coraggio che hanno avuto lui e Di Francesco per imporre certi concetti. In Italia questa cultura manca un po'...».

Manuel Montali, responsabile del settore giovanile della Virtus Entella