Massimiliano Irrati è uno dei prinicipali arbitri italiani ed è stato protagonista dei Mondiali di Russia nel suo ruolo di esperto del Var. In una breve intervista rilasciata a Radio Anch'io Sport, il fischietto toscano ha parlato della tecnologia e della possibilità che gli arbitri parlino a fine partita in futuro. Queste le sue parole:

"Quando Rosetti, che è a capo del progetto Var, ci iniziò a parlare di questa cosa due anni fa, ero molto dubbioso e scettico, convinto che potesse trasformare il calcio in peggio, però mi sono dovuto ricredere. I fatti hanno dimostrato che la Var serve. Il comportamento dei calciatori è migliorato, il gioco effettivo è aumentato. Chiunque faccia l'arbitro non può che apprezzare l'aiuto che viene da fuori, prima doveva decidere completamente da solo e mentre tutti gli altri rivedevano le azioni lui era l'unico a non poterlo fare. In Serie A siamo 21 arbitri, 21 personalità diverse, 21 concezioni diverse dell'arbitraggio anche se lavoriamo per fare tutti le stesse cose, chiaro che un minimo di discrezionalità ci sia. Anche per la Var ci sono situazioni che possano apparire chiare ad un arbitro e meno ad un altro, c'è una componente discrezionale, ci sono episodi di cui anche sui giornali si parla per mesi o per anni [...]. Se ci sono le condizioni perché non parlare a fine partita, noi ci incontriamo costantemente con allenatori e giocatori, siamo in grado di sostenere un'intervista, chiaro che se si parla solo di un episodio o di favoritismi non diventerebbe fattibile. In altri contesti non ci sarebbero problemi".