Sarà osservato speciale due volte Gianluca Mancini domenica: il difensore centrale è il primo obiettivo di mercato della Roma per la prossima estate. Si era parlato anche di un possibile arrivo a gennaio, ma è stato smentito da più parti. Ed è giusto così, visto che la Roma la dovrà affrontare da avversario domenica: negli ultimi giorni di mercato si capirà se erano smentite di rito e buona creanza, o se la Roma - nonostante l'infortunio (non lunghissimo, però) di Juan Jesus, e qualche battuta a vuoto di Fazio, ha lavorato solo ed esclusivamente per il campionato 2019-20. Una cosa è certa: per l'Atalanta - al di là delle smentite di rito - cederlo a gennaio non sarebbe un problema. Perché nel reparto arretrato Gasperini ha parecchie alternative: domenica, col Frosinone, si è potuto permettere di tenere in panchina l'argentino José Luis Palomino - che, arrivato nel 2017, proprio come Mancini, era diventato ben presto un punto fermo - e un vecchio lupo di mare come il 33enne Masiello, che a Bergamo ha conosciuto una seconda giovinezza, dopo i due anni di squalifica per il calcioscommmesse. Nelle prime partite di quest'anno, del resto, Mancini non era titolare: nelle prime 6 giornate 2 sole presenze, contro le 3 del 26enne albanese Djimsiti, rientrato dal prestito al Benevento. Il ragazzo di Pontedera, che farà 23 anni il 17 aprile, ha ribaltato le gerarchie con la sua arma migliore, l'abilità negli inserimenti in area avversaria: con quello con il Frosinone è arrivato a 5 gol in campionato. Difensore più prolifico di questa serie A, insieme a Kolarov, che però calcia i rigori. E giocando solamente 15 partite, due in meno del giallorosso.

Scuola Fiorentina

Se dovesse arrivare alla Roma, sarebbe il secondo della rosa cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, dopo Nicolò Zaniolo. Come il 19enne che ha azzerato i rimpianti per la cessione di Nainggolan, è arrivato a giocare in serie A (praticamente) senza portare soldi nelle casse viola: nel 2015, a 19 anni, lo hanno ceduto in prestito al Perugia, che un anno dopo lo ha preso a titolo definitivo. E sei mesi dopo, nel gennaio del 2017, lo ha ceduto per 200.000 all'Atalanta, che però lo ha lasciato in Umbria fino a fine campionato. Quello stesso giorno Perugia e Atalanta si accordarono anche per la cessione del figlio del presidente umbro, il giovane portiere Alessandro Santopadre, classe 1998, passato anche per il vivaio della Roma: ora gioca in prestito alla Paganese, all'epoca doveva ancora debuttare in prima squadra, venne valutato un milione di euro, e lasciato dov'era in prestito per un altro anno e mezzo. La Fiorentina, che aveva diritto al 50% della cessione di Mancini, fece ricorso, sostenendo che gli umbri avessero svalutato il cartellino del difensore, ipervalutando quello del portiere, per pagare una percentuale più bassa: Atalanta e Perugia vennero deferite dalla Procura Federale. E prosciolte un mese dopo: per il Tribunale la valutazione di 200.000 per Mancini era legittima. Del resto il numero 23 dell'Atalanta in Umbria non è mai stato titolare da inizio a fine stagione: 12 presenze nel 2015-16, 13 l'anno dopo, con un gol. E l'anno scorso nell'Atalanta ha fatto una lunga anticamera: una sola presenza nelle prime 18 partite, subentrando all'ex romanista Toloi proprio all'Artemio Franchi contro la "sua" Fiorentina, 11 (e un gol, contro il Chievo) a fine anno.

La rivincita

Quest'anno però è cambiato tutto: dopo un paio di mesi di rodaggio, Gasperini ha deciso di dargli definitivamente fiducia, tra ottobre e novembre per la prima volta ha giocato 4 partite di fila da titolare. E il 16 novembre Mancini ha fatto una sorpresa a Mancini: Gianluca era in ritiro con l'Under 21 di Di Biagio, Roberto, una volta preso atto dell'infortunio di Romagnoli, lo ha convocato in Nazionale per la doppia sfida con Portogallo e Stati Uniti. In tribuna per la prima gara, l'ultima di Nations League, in panchina nella seconda, l'amichevole di Genk. Una convocazione che ha contribuito a far alzare il prezzo del cartellino del giovane difensore. Ma, a quanto pare, non è un problema della Roma, o almeno non lo è ora: quello più attuale, adesso, sarà marcarlo bene sui calci d'angolo.