Si chiama Davide Belardinelli, 35 anni, il tifoso rimasto ucciso dopo gli scontri che hanno preceduto Inter-Napoli. L'uomo è uno dei capi storici Blood & Honour, gruppo ultras del Varese, tifoseria gemellata con quella interista. In passato era stato colpito già da due provvedimenti di DASPO. Il primo nel 2007 per aver guidato la protesta dopo l'incontro di Serie C2 Varese-Lumezzane nel pomeriggio in cui si consumò la morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola in autostrada. Il secondo è arrivato nel 2012 per aver partecipato agli scontri dopo l'amichevole estiva Como-Inter culminata con due ore di guerriglia urbana. 

L'incidente

La prima ricostruzione dei fatti di ieri sera l'ha fornita il Questore di Milano Marcello Cordona: "Gli interisti hanno organizzato un agguato ai danni dei tifosi napoletani con spranghe e bastoni, durante la fuga il tifoso interista è stato investito da un Suv ma non sappiamo chi c'era alla guida. Negli scontri c'erano anche ultras del Varese e del Nizza. Sono rimasti feriti altri 4 tifosi napoletani, al momento abbiamo arrestato altri 2 tifosi interisti e ne arresteremo altri. I tifosi napoletani erano assolutamente in regola per andare allo stadio e sono stati loro a segnalare agli interisti il ferito".

Fuori dallo stadio

Marito e padre di due figli, lavorava in un'impresa edile del Canton Ticino. Nel suo tempo libero praticava una disciplina di arti marziali miste dove ha vinto anche tre medaglie d'oro in una competizione internazionale in tre specialità di gara: coltello, giacca e coltello (scherma in cui un indumento viene usato come scudo) e "Capraia" (combattimento con i due atleti legati per le braccia).