Alla vigilia di Qarabag-Roma, secondo impegno dei giallorossi in questa Champions League, Juan Jesus ha partecipato alla conferenza stampa insieme ad Eusebio Di Francesco dallo Stadio Olimpico di Baku. Queste le dichiarazioni del difensore brasiliano:

Questa difesa un po' più alta sta dando buoni risultati: a livello mentale è stato complicato adattarsi?
"Il fatto che giochiamo più alti è perché siamo più corti e guardiamo la palla, lavorando sulla riconquista, non perché pensiamo a fare il fuorigioco. E' questo che ci aiuta a prendere pochi gol e a subire meno contropiedi: lavoriamo sulla palla, guardando la palla. Non c'è bisogno di stare troppo lontani, perché poi non abbiamo la capacità di recuperare subito la palla".

Prima il Mister parlava della partita di domani: ci saranno 70mila spettatori, il Presidente dell'Azerbaigian, un po' tutta la nazione la guarderà... Venite dati come favoriti, ma non c'è il rischio di sottovalutare questa partita?
"Da parte nostra mai. Sappiamo che le partite sono tutte difficili: loro vengono da un risultato brutto a Londra, quindi vorranno dimostrare che è un episodio. Sarà una gara difficile, nella quale vogliamo vincere e dimostrare il nostro valore".

Hai già giocato contro il Qarabag quando militavi nell'Inter: che ricordi hai di quella sfida?
"Mi ricordo bene che a San Siro è stata difficile: abbiamo segnato subito, ma poi l'abbiamo chiusa solo nel finale. Il Qarabag è cambiato molto e spero che sarà una partita diversa, perché loro ora sono anche più forti".

E' cominciata in maniera positiva questa tua stagione rispetto a quella scorsa: dipende dalla fiducia del tecnico o dal fatto che ti sei ambientato?
"Quando ci sono dei cambi, ci metti sempre un po' a capire cosa fare e come farlo. Credo che sia successo questo, ma mi pare che già da novembre scorso ho cominciato a fare bene e ora adesso sto dimostrando il mio valore. Al di là del Mister, dipende da me, perché come dico sempre il lavoro paga. Ho sudato e quindi adesso sto raccogliendo i risultati degli sforzi compiuti".

Hai trasformato lo scetticismo in applausi: come hai fatto? Hai pensato di lasciare la Roma in questo periodo di evoluzione?
"Ho vissuto sei/sette stagioni all'Inter, anche a Milano è molto difficile. Il calcio è così, la gente vede due prestazioni e se giochi bene ok, se giochi male non sei capace. Sono stato sempre umile e non ho detto una parola fuori posto, perché i tifosi esprimono quello che vogliono, io devo sempre lavorare e dare il meglio. Se poi farò altre due partite male, i fischi li lascio a loro".

JUAN JESUS A MEDIASET PREMIUM

"Avremo di certo tante occasioni per fare gol, perciò dobbiamo stare attenti e fare del nostro meglio. Il Milan? Non ci pensiamo, ora siamo concentrati su questa gara, poi penseremo al Milan".