Le parole di Di Francesco a Mediaset Premium e Roma Tv dopo la vittoria col Barcellona.

Di Francesco a Mediaset Premium

Una bella pagina di storia.
Lì dentro ci credevamo veramente. Ma ho detto ai ragazzi che domenica c'è il derby. E' stata una grande vittoria.

Un assetto tattico nuovo, vincente, esemplare. Quanto c'è di tuo nella vittoria?
Mi prendo le sconfitte, le parole ingrate. Ma queste vittorie vanno oltre i meriti o i non meriti di qualcuno. Ma non è l'assetto tattico a fare la differenza, ma la mentalità. Ho fatto questa scelta per dare meno ampiezza al loro gioco. Conta più la filosofia del sistema di gioco.

Ora il campionato.
Adesso ci vuole qualcosa in più. Oggi stiamo raccogliendo i frutti del lavoro di credere in qualcosa di veramente importante. Io mi prendo complimenti e critiche, ma guardo avanti.

Anche una finale?
Perché non crederci. Deve essere il nostro obiettivo. Se diciamo come va va, inculchiamo l'idea di accontentarsi. E io non mi devo accontentare.

Schick?
Secondo me è un grande giocatore. Ho fatto questo sistema di gioco per aiutarlo. La sua partita tattica è stata quasi perfetto. Il lavoro di tutti è stato eccellente. 

Edin ha dato la palla a Daniele quasi baciandolo.
Il rigorista lo scelgo sempre io, erano in due. Erano De Rossi e Nainggolan. Il primo era De Rossi. 

Di Francesco a Roma Tv

Un risultato a cui era arrivato solo Liedholm. Una notte storica. Le tue sensazioni?
Questa vittoria non nasce stasera ma nasce da un'idea che sto portando a casa da tempo. Abbiamo cambiato sistema di gioco per alcuni motivi precisi, soprattutto perché così sapevo di poter mettere in difficoltà il Barcellona. Siamo stati bravissimi nella loro metà campo.  La prima cosa che ho detto ai ragazzi è "bravi" perché questa vittoria è nata a Trigoria. La nostra forza è stata credere. Li ho convinti che il modulo era quello giusto e ci hanno creduto. 

Dopo la sconfitta con la Fiorentina non era facile.
Incosciamente in questa competizione stanno tirando fuori qualcosa di diverso. Mi mancava qualcosa, dopo la partita con la Fiorentina non ho dormito. Ho pensato a questo 3-4-3 che mi dava la possibilità di mettere in difficoltà un grande club come il Barcellona. 

Fazio a destra?
C'è un motivo, volevo gestire la palla coi giocatori esternamente. Così Manolas aveva campo aperto e si esaltava. Una situazione indovinata, me lo dico da solo. La nostra filosofia di aggredire gli altri non cambiava, soprattutto con i tre centrali molto aggressivi. Ho fatto dei discorsi motivazionali ma non li dico perché sono una cosa nostra. Ma bisogna crederci, in Champions League bisogna pensare positivo. Tutte le partite vanno giocate. Ognuno di noi vive per queste serate e per queste partite. Questa gente meritava una serata da ricordare. Sono contento.