Non sapevamo che in Olanda tifassero Barcellona. Neppure che la polizia orange avesse una spiccata simpatia nei confronti dell'indipendenza catalana. Per carità, sono più forti, non ci permettiamo neppure di pensare il contrario. Hanno un'esperienza che per loro un quarto di finale vale un'amichevole di precampionato. Hanno Messi che basta e avanza il nome. Hanno tanta altra roba. Hanno una storia che noi ce la sognamo. Hanno tutto quello che vi pare, anche qualcosa di più, ma come sempre più di sempre, urliamo: date alla Roma quello che spetta alla Roma. Niente di più, niente di meno.
E invece, come sempre più di sempre, con la Roma esce il segno meno. Dateci pure dei piagnoni, non ce ne frega niente. Per carità, magari ne avremmo presi otto, ma quello che ci spettava, ci doveva essere dato. Ci mancano due calci di rigore e un'espulsione a nostro favore. Che il poliziotto olandese Makkelie e i suoi complici, non hanno avuto il coraggio di assegnarci, in due momenti chiave della partita.

Uno quando la partita era ancora sul risultato iniziale. Minuto nove di una sfida che la Roma aveva cominciato con la faccia sfacciata. In verticale è arrivato in area di rigore un pallone a Dzeko. Il gigante bosniaco si è messo davanti al pallone come si deve fare. Sta caricando il tiro. Alle sue spalle è arrivato goffo e in ritardo Semedo. Lo scontro è stato inevitabile, il portoghese il pallone non lo ha visto neppure. Dzeko è andato a terra. L'ineffabile poliziotto orange ha fatto finta di niente, forse stava pensando che era al Camp Nou, che stava arbitrando una delle squadre più forti del mondo, che viva l'indipendenza catalana, non sia mai che se ne abbiano a male. Anche perché, deve aver pensato il poliziotto, se assegno il rigore, Semedo lo devo anche cacciare.

Secondo episodio. Il Barcellona è passato in vantaggio con uno dei gol più belli di De Rossi. Pellegrini ha stoppato un pallone al limite dell'area, dribbling secco, Umtiti invece del pallone ha trovato il piede del nostro centrocampista, a cavallo della linea dell'area di rigore, quindi in area. Sgambetto solare. Rigore solare. Il poliziotto ci ha pensato un attimo. Ha visto quello che era successo. Ma se ne è lavato le mani: punizione dal limite e non pensiamoci più. E invece, orange che non ci piaci, noi ci pensiamo perché sei stato scarso. E questo ci può stare, ma sei stato scarso a senso unico. E questo non ci può stare. Come nel dopo partita gli ha fatto notare Dzeko: «C'era il rigore all'inizio della partita. Se ce lo avesse assegnato e noi l'avessimo trasformato, la partita sarebbe cambiata. Avrebbe dovuto avere il coraggio di darcelo, il coraggio che serve per dare un rigore contro il Barcellona a casa loro. Loro sono una grande squadra, nessun dubbio, ma anche la Roma ha meritato di giocarsi i quarti di finale e allora doveva essere più equilibrato»

Non avevamo mai sentito Dzeko usare parole così forti nei confronti di una direzione arbitrale. È stata l'ulteriore dimostrazione che alla Roma non è stato dato quello che gli spettava. Ribadiamo: due calci di rigore e un cartellino rosso per Semedo. Ipotesi: andiamo uno a zero e il Barcellona in dieci, che sarebbe successo? Pagheremmo di tasca nostra per saperlo, magari ci avrebbero fatto una manita e noi ci saremmo alzati ad applaudirli. Così no, però, così il risultato è stato una sentenza che questa Roma non meritava. A cominciare dal suo centravanti bosniaco che aveva riacceso una speranza con la rete dell'uno a tre, un piatto sinistro di qualità, diciannovesimo gol stagione, quinto in questa Champions League. Quel gol, al contrario, quella speranza ci ha poi pensato Gonalons a trasformarla in un verdetto troppo pesante e immeritato: «Sì. Risultato bugiardo. Poteva e doveva andare meglio. È stata una buona prestazione, ma poi se perde quattro a uno è difficile dirlo. Noi dal primo minuto abbiamo provato a giocare come sempre, con il pressing alto, sapendo anche che sono più forti. Peccato davvero, però, per il risultato finale, il 4-1 è pesante, il 3-1 sarebbe stato un risultato più leggero. Ma sui quattro gol segnati da loro, tre sono stati nostri autogol. E noi, rigori a parte, potevamo fare almeno un altro gol. Io non so se non abbiamo ancora la mentalità per sfide di questo livello, so però che se sbagli contro queste squadre ti puniscono».

Dopo questa mazzata immeritata, ora non sarà semplice dimenticare e ripartire. C'è il campionato, un terzo posto da difendere, per tornare a vivere le atmosfere e le emozioni della Champions: «Si riparte dalla Fiorentina, è un'altra partita importante per rigiocare la Champions. Dobbiamo tornare alla vittoria per rilanciarci in campionato e prepararci nel modo migliore al ritorno con i catalani e poi al derby di ritorno. Ma queste sono partite lontane, ora nella nostra testa ci deve essere solo la partita con la Fiorentina». Per fortuna non ci sarà un arbitro olandese.