Trentatré virgola tre periodico per cento. A tanto ammontavano le possibilità della Roma di incontrare una squadra che non fosse Real o Bayern, quando l'urna di Nyon aveva già decretato i primi quattro accoppiamenti per gli ottavi di finale di Champions League. Siviglia, Porto e Basilea erano già uscite. Restavano Real Madrid, Bayern Monaco e Shakhtar Donetsk: 66,6% di probabilità di incontrare una corazzata pluricampione d'Europa. Chissà quanti "È scritto" sono stati pensati e detti a Roma in quei secondi. Le mani di Xabi Alonso hanno estratto il Real Madrid, casa sua per cinque vittoriosi anni. Si profilava l'ennesima sfida tra Galacticos e Magica. E invece no: seconda pallina Paris Saint-Germain. Sospiro di sollievo. Che si facciano male da sole. Poi è stato il turno dello Shakhtar Donetsk, squadra prima nel campionato ucraino. La Roma aveva il 50% di probabilità di affrontarla, altrimenti sarebbe stato Bayern Monaco. I "Mai 'na gioia" erano pronti ad essere pubblicati su Facebook. Magari con il solito rebus che vede il panettone di una nota marca accostato alla parola "gioia". E invece no. "AS Roma". In Ucraina ci andiamo noi. Esultanze, anche in redazione. E poi subito calma. "A febbraio a Charkiv fa -10". "C'hanno eliminato nel 2011".

Ma poi è apparso Totti in televisione a interrompere ogni pensiero: «Per quello che c'era rimasto alla fine direi che ci è andata abbastanza bene», ha detto con quel ghigno romano di chi l'ha scampata. «Ma lo Shakhtar non va sottovalutato: è forte fisicamente e tecnicamente e in casa è davvero temibile». Giusto, piedi per terra. «Loro saranno fermi perché il campionato ucraino finisce, questo per noi sarà un vantaggio». Eccola là. Beh, questo è indubbiamente un punto a nostro favore. E allora ammettiamolo: ieri ci è andata bene. In assoluto, perché non abbiamo pescato Real o Bayern, e quello contava. Per come s'era messa, con due terzi di possibilità di beccare un top club. È vero anche che questa Roma non deve aver paura di nessuno, come ha ricordato lo stesso numero 10: «Più si va avanti, in questa competizione, più si fa difficile. In questo momento c'è armonia, la stiamo trovando anche grazie ai risultati e Di Francesco sta dando tutto se stesso per far sì che questo momento possa durare fino alla fine».

C'è andata bene, ma che nessuno dica che siamo stati fortunati. Perché la Roma questo sorteggio benevolo se l'è guadagnato vincendo il girone di Champions League a scapito di Chelsea e Atletico Madrid. Lo diceva anche una frase amata e ripetuta da Walter Sabatini: la fortuna è un'attitudine mentale. Perciò godiamoci il nostro 33,3%, perché se fossimo arrivati secondi avremmo quasi sicuramente affrontato una squadra molto più forte. "Ma tanto i top club li devi affrontare prima o poi in Champions". Sì, affrontiamoli poi. Roma-Shakhtar è merito nostro, ora andiamo a vincerla.