Partite ufficiali undici. Otto di campionato, tre di Champions League. Gare all'Olimpico, cinque, quattro in campionato. Bilancio: due vittorie, un pareggio, due sconfitte, sette i gol fatti, cinque quelli subiti. Partite in trasferta, sei, quattro in campionato. Bilancio: cinque vittorie, un pareggio (e un miliardo di rimpianti), gol realizzati tredici, gol subiti, quattro, tutti in Champions, porta inviolata sulla penisola, mai nessuna squadra c'era riuscita nelle prime quattro uscite di campionato. Dov'è l'errore? Perché non ci fosse, ci sarebbe da stare molto preoccupati. Visto che le prossime tre, i ragazzi di Di Francesco le giocheranno tutte tra le mura amiche: Crotone e Bologna in campionato, la sfida di ritorno con i campioni d'Inghilterra del Chelsea di Conte che sta ancora accendendo qualche cero di ringraziamento per il pareggio racimolato a Stamford Bridge,una sfida che potrebbe dire molto se non proprio tutto per la qualificazione agli ottavi di finale della Coppa con le orecchie. È vero che il calcio del terzo millennio ha un po' ridimensionato il concetto di fattore casalingo, certo però non può che essere definito singolare il cammino della Roma di quest'anno, perfetta o quasi lontano da casa, sconfitta addirittura due volte all'Olimpico (e con l'Atletico Madrid è stata una sofferenza sino al fischio finale). Cambia poco il fatto che i due ko siano arrivati contro avversari che si chiamano Inter (pure qui tra l'altro si potrebbe discutere a lungo) e Napoli.

Una volta giocare in casa costituiva comunque un piccolo vantaggio, per la Roma di questa stagione il concetto sembra essersi ribaltato. Al punto che le cinque reti subite sin qui in campionato, sono state incassate tutte a casa nostra, tre con l'Inter, una con il Napoli, la quinta, ininfluente, dall'Udinese. Per sottolineare con chiarezza ancora maggiore la singolarità di questi numeri, siamo andati a rivedere i risultati degli ultimi dieci campionati. Bene, per tre volte, nell'intero torneo, la Roma ha subito una sconfitta interna, in altrettante occasioni le sconfitte complessive sono state soltanto due. Peggio si è fatto due volte con tre ko e altre due con quattro. Ma a fine campionato. Ora, all'Olimpico, la Roma ne ha giocate appena quattro, ce ne sono altre quindici, relativamente alla sola corsa per lo scudetto, da giocare. Il dato diventa ancora più rilevante facendo la somma delle centonovanta partite casalinghe giocate nei precedenti dieci campionati. I numeri dicono: 129 vittorie, 38 pareggi, 23 sconfitte, una media di ko di 2,3 a stagione. Numeri che sono in assoluta controtendenza rispetto a quello che è accaduto sin qui nell'attuale campionato. E allora c'è bisogno che la Roma torni a essere padrona di casa sua. Da subito. Il trittico che è alle porte, potrebbe essere il perfetto trampolino di lancio per tornare proprietari a casa nostra. Due vittorie in campionato vorrebbero dire rimanere come minimo attaccati alle primissime posizioni (ma l'im pressione è che almeno a qualcuno ci si potrebbe ulteriormente avvicinare); un successo contro il Chelsea tra una settimana, sarebbe quasi un anticipo di qualificazione considerando che dopo, all'ultima giornata del girone, a casa nostra si presenterà il Qarabag che, toccando ferro, non dovrebbe costituire un ostacolo insormontabile come già toccato con mano a casa loro.

Tra l'altro la Roma è tornata ad avere al fianco il suo pubblico. Cominciando da quella Curva Sud che nel recente passato era stata costretta da barriere senza senso, barriere tirate su soltanto all'Olimpico, a rimanere fuori per scelta figlia legittima della dignità. Ora sono tutti tornati al loro posto e al fianco della Roma, perché vogliono solo «star con te». Ci saranno, come sempre, nelle prossime tre partite. In particolare nella sfida di Champions League contro il Chelsea moltiplicando per venti quello che si è visto e sentito allo Stamford Bride con i tifosi giallorossi che la loro partita sugli spalti l'hanno stravinta. La risposta, in ogni caso, adesso la deve dare la squadra. Anche se non crediamo che il particolare rendimento della Roma di quest'anno, sia dipeso da un atteggiamento di gioco diverso da quello che si pratica in trasferta. Basti ricordare che la sfida control'Inter, è stata probabilmente quella che, per almeno un'ora, è stata meglio giocata (insieme alla partita di Londra) dalla Roma difranceschiana. Crotone e Bologna in campionato, Chelsea in Champions League sono le tre tappe per invertire la tendenza mostrata sino a oggi. Inutile sottolineare quello che vorrebbero dire tre vittorie. Poi, prima della sosta,ci sarebbe la trasferta di Firenze. Visti i numeri, una passeggiata di salute.