Il posto naturale della Roma è in Europa e il suo deve essere un ruolo da protagonista. Questa è la prima delle tante lezioni che ci lascia l'edizione di quest'anno della Champions League. Una convinzione che è andata maturando di partita in partita, perché è fuori da ogni discussione che la Roma che esordiva in casa contro l'Atletico Madrid (finalista di Europa League), soffrendo ma riuscendo a non perdere, non è nemmeno lontana parente dalla squadra che ha rifilato tre gol in un tempo al Liverpool, nonostante le sviste arbitrali e il morale che poteva stare sotto i tacchi dopo che il primo tempo era finito con gli inglesi in vantaggio. E crediamo che sia proprio questo l'aspetto al quale il mister Di Francesco si riferiva nella conferenza stampa di ieri quando diceva che nell'atteggiamento e nel desiderio «alla Roma è mancato qualcosina». Ed è vero, alla Roma è mancata la fiducia nei propri mezzi per poter completare l'impresa e la consapevolezza che ogni secondo e ogni minimo dettaglio possono far cambiare il corso a una partita. Contro il Liverpool o l'avversario di turno, non bisogna mai arrendersi fino a quando l'arbitro non decreta la fine. Sembrerebbe un'ovvietà, una di quelle frasi che hanno reso celebre mister Boskov. Invece no, e Di Francesco è stato bravo e attento a cogliere la vera lezione di questa splendida e indimenticabile Champions.

Una manifestazione che non vediamo l'ora che ricominci. Però, per mettere in pratica l'insegnamento di quest'anno, occorre che i giallorossi la riconquistino in campionato. Qualificarsi ha un'importanza enorme, paradossalmente anche maggiore rispetto alle scorse stagioni. Per un semplice motivo, legato al fatto che tra le cinque squadre di testa la Roma è quella che probabilmente si presenterà ai nastri di partenza del prossimo campionato con un progetto tecnico già avviato e con un gruppo che ha un anno in più di esperienza ad altissimi livelli sulle spalle. Juve e Napoli probabilmente cambieranno tecnico e spina dorsale della squadra, le milanesi a guida cinese sono un'incognita, la Lazio beh… c'è bisogno di aggiungere altro? In questo scenario, la conquista della qualificazione alla prossima Champions League consentirebbe al gruppo di Di Francesco di affrontare il campionato prossimo da un punto di forza e di consapevolezza che a volte è mancato quest'anno. Soprattutto in campionato, dove alcune partite si potevano portare a casa solo con un po' di cattiveria e convinzione in più.

Le stesse caratteristiche che serviranno stasera per affrontare la penultima trasferta della stagione, quella di Cagliari dove la Roma troverà una squadra affamata di punti-salvezza e caricata da una settimana passata in ritiro. Un ambiente difficile, dunque, per una Roma stanca e spossata dalla partita con il Liverpool. Una partita speciale, che si giocherà nel ricordo di Davide Astori, che prima della stagione in giallorosso aveva giocato proprio con la maglia rossoblu del Cagliari. Sarà un match importante anche per Radja Nainngolan, che due giorni fa ha compiuto trent'anni e che a Cagliari ha trascorso quattro stagioni importanti, impreziosite da 131 presenze e 7 gol. Il centrocampista della Roma ha fornito nove assist in questo campionato, almeno quattro più che in qualsiasi altra stagione in A: il belga ha effettuato sei passaggi vincenti da inizio febbraio ad oggi in campionato, nessuno ha fatto meglio. Il Ninja indossava la maglia del Cagliari nell'ultima vittoria dei sardi in casa contro la Roma. Era il febbraio del 2012 e la squadra di Luis Enrique perse per 4 a 2. Da allora, tre vittorie giallorosse (una a tavolino) e il pareggio dello scorso campionato. La Roma è imbattuta da sette incontri di Serie A contro il Cagliari, parziale in cui i giallorossi hanno ottenuto cinque vittorie e tenuto quattro volte la porta inviolata. Non resta che continuare su questa strada per riprendere un sogno interrotto sul più bello.