Puntuale. Come doveva essere. Per una volta senza grandi sofferenze e facendo le cose semplici. Nessuna allusione al tecnico della Spal, chiaro, che ha potuto soltanto ammirare l'onda d'urto giallorossa. La spallata l'ha assestata la Roma, agli avversari di giornata e a quelli indiretti, chiamando loro al gioco. Qui tris servito. Ma adesso non c'è tempo per aspettare le eventuali risposte: ci si sposta su un altro tavolo. Che è esclusiva romanista.

7,5 NAINGGOLAN - Il migliore in campo.
Se la Roma può preparare con serenità la sfida più importante degli ultimi 34 anni e tornare a casa Radjante, il merito è in gran parte suo. In assenza di De Rossi (e Florenzi) si prende la fascia da Capitano e la difende come una reliquia sacra. Assumendo le vesti del leader a tutto campo. In teoria farebbe parte dei tre davanti, ma pare avere il dono dell'ubiquità. Il Nainggo unchained dall'ultimo turno di riposo (una rarità assoluta per lui, che forse non sa cosa vuol dire la fatica per noi comuni mortali), sprigiona tutta la forza combattiva di cui è in possesso. Tanta. Gli avversari gli rimbalzano addosso, perfino quando è a terra. Il pallone lo trova come una calamita anche a distanza siderale. E siccome è in vena, prima manda in porta i compagni per non dimenticare i fondamenti del trequartista e poi ci pensa da solo. Magico.

6,5 ALISSON Le meningi si spremono nel prepartita: sarà protagonista o spettatore con visione privilegiata? Le partite del brasiliano non sembrano conoscere le mezze misure. Ma esistono le eccezioni e le Alisson della libertà questa volta vivono un po' di riposo per poi spiccare a negare qualsiasi sorpresa.

7 PERES L'eroe per caso di Charkiv si è trasformato in certezza. Il bruco in farfalla. L'anatroccolo in cigno. Fate voi. Ma Brunetto è un altro giocatore: fa lo scudiero del suo connazionale evitando un gol fatto in co-produzione verdeoro. Poi sfodera un repertorio da mille e una notte (di Champions, la sua): passaggi al volo con precisione, colpi di tacco da fa' incantà. Testaccino. O quasi.

6,5 MANOLAS Aleggia spavalderia dal dopo-Barcellona: gli occhi restano dentro le orbite, ma gli attaccanti avversari si allontanano con un solo sguardo dai suoi paraggi.

6,5 FAZIO L'aria balneare non lo confonde, l'area di rigore è ancora il suo regno e lui è pur sempre un soldato, sia pure graduato. Il piglio è quello: da condottiero. Anche quando potrebbe calzare le infradito.

6 SILVA Con quella faccia un po' così, ti aspetti uno di quegli argentini ruvidi. E invece all'inizio appare intimidito, da perfetto partecipante al ballo dei debuttanti. Poi capisce che può osare e occupa il regno kolaroviano con personalità.

6,5 PELLEGRINI Nel primo tempo manca un gol facile, nel secondo ne confeziona uno che vale per tre. In giornata e in assoluto. Equo e solidale.

6,5 GONALONS Di Francesco gli cuce addosso gli abiti derossiani e monsieur Maxime, per la seconda volta consecutiva, sfoggia maestria nell'indossarli. Chiude i varchi, fa ripartire l'azione, si fa sentire sui contrasti aerei. Chapeau.

7 STROOTMAN Dopo nove minuti rimedia un giallo fin troppo severo. Ti aspetti un Kevin in tono dimesso e invece lui inizia la consueta battaglia da uno contro tutti. Che vince. Mandando in porta anche il tifoso dei dirimpettai Vicari. Da lavatrice a centrifuga a idolo.

7 SCHICK All'inizio sembra ancora preda dei fantasmi degli attaccanti passati e mai sbocciati. Poi sul finale di tempo regala una delizia a El Sha (che spreca) e rientra trasformato. La schickeria è nella mancata esultanza all'annuncio di un gol che non è suo: dà a Radja quel che è di Radja. E si va a prendere la gloria personale subito dopo. Natale di romanista.

6,5 EL SHAARAWY È attivo, il Faraone. Punge, corre, dribbla, si danna. Ma gli manca la zampata vincente. Tornasse cattivo sotto porta, sarebbe davvero faraonico.

6,5 ÜNDER Appena entra è tutto uno strappo, che spesso costringe gli avversari a stenderlo. Stoico.

6 PEROTTI La Champions leva, la Champions dà. Era uscito contro il Barça, rientra in tempo per il Liverpool.

s.v. GERSON Nel clima da mare ci sguazza che è una meraviglia. Per un quarto d'ora scarso.