Quello che è certo è che la storia si trascinerà almeno fino a Natale. Nessuno, infatti, ritiene giusto il verdetto che ieri ha condannato il presidente della Juventus Andrea Agnelli a un anno di inibizione (un giorno in più e non avrebbe mai più potuto ricoprire cariche federali) e la società a un'ammenda di 300 mila euro.

La storia è quella già raccontata la scorsa settimana sui rapporti tra Agnelli e gli ultras bianconeri e emersa a margine dell'inchie sta "Alto Piemonte", che alla fine di giugno ha portato alla condanna di Saverio e Rocco Dominello, ai quali sono stati contestati i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Dominello, ultrà della Juve, ha permesso alla ‘ndrangheta di inserirsi nel business del bagarinaggio.

«Sono parzialmente soddisfatto perché siamo riusciti a provare la colpevolezza di tutti, ma i fatti sono talmente gravi che secondo me andavano sanzionati di più: per questo presenteremo ricorso». Giuseppe Pecoraro, capo della procura Figc, non ci sta e annuncia un'ulteriore battaglia legale: «Le risorse derivanti dal bagarinaggio - ha aggiunto - sono andate alla criminalità organizzata e questo è gravissimo». La Procura federale aveva chiesto 30 mesi di inibizione per il presidente e due turni a porte chiuse per la società. La Juve, dal canto suo, annuncia che ricorrerà contro la sentenza e sottolinea come il dispositivo abbia «escluso ogni ipotesi di legame con esponenti della criminalità», ossia con Rocco Dominello, l'uomo chiamato a tacitare gli ultras in cambio della pax nello Juventus Stadium. In sostanza, secondo il tribunale nazionale della Figc, Agnelli consentiva le attività di bagarinaggio, ma non sapeva che Dominello fosse un sodale della ‘ndrangheta. Nella sentenza di inibizione si legge che il presidente juventino aveva «agevolato e, in qualche modo avallato o comunque non impedito le perduranti e non episodiche condotte illecite di Calvo, al dichiarato fine di mantenere rapporti ottimali con la tifoseria». I dirigenti bianconeri si rendevano «disponibili a scenderea patti pur di non urtare la suscettibilità dei tifosi».

Agnelli non potrà partecipare a qualsiasi attività degli organi federali e sarà interdetto all'ingresso negli spogliatoi, ma anche nei locali annessi in occasione delle partite di calcio, anche amichevoli, in ambito Figc, con eventuale richiesta di estensione per Uefa e Fifa. Inoltre, gli è impedito di partecipare a riunioni con tesserati Figc o con agenti Fifa. Il presidente bianconero, tuttavia, potrà ancora sedere sia sulla poltrona dell'Eca (l'Associazione dei club europei) sia dell'Esecutivo Fifa, anche se nel dispositivo si lascia spazio a un dubbio interpretativo.