I soldi non fanno la felicità. È una massima che con poche parole afferma una verità sacrosanta.I detti popolari non sbagliano mai. Lo ha confermato la sesta giornata di campionato, lo ha detto la partita di Marassi dove il Milan ha perso senza possibilità di replica: il 2-0 finale non ha neanche reso completamente giustizia alla Sampdoria che avrebbe potuto chiudere il conto con un punteggio più largo. A fine gara Montella non ha cercato alibi definendo la prestazione dei suoi del tutto insufficiente. L'autocritica dell'allenatore, però, non è bastata a stemperare il malumore della società. La sconfitta rimediata a Genoa è stata mal digerita dalla dirigenza rossonera. Nella mattinata di ieri l'amministratore delegato Fassone e il direttore sportivo Mirabelli hanno incontrato Montella, come già accaduto due settimane fa dopo il ko con la Lazio. «Queste sconfitte non devono essereconsideratecome routine. Il Milan non può perdere contro avversarie ritenute più deboli - ha dichiarato Fassone -. non ci sono alibi, l'atteggiamento deve cambiare rapidamente».

Nel mercato il club rossonero ha speso molto, comprando una quantità importante di calciatori, portando a San Siro addirittura uno dei simboli della Juve, Leo Bonucci accolto dai tifosi al suo arrivo a Malpensa con l'entusiasmo che in epoche passate il popolo riservava ai grandi condottieri di ritorno da sensazionali conquiste. In estate non solo sono arrivati acquisti di livello, ma anche conferme di spessore. Il Milan ha trattenuto Gigio Donnarumma, il portiere del futuro, negato addirittura al Real Madrid.

Eppure non è bastato. Il diavolo non decolla. I giocatori, più o meno validi che siano, più o meno campioni, di talento o semplicemente gregari, si possono sempre comprare con i soldi. Se ne possono comprare all'infinito, ma non è possibile acquistare il fattore squadra. Il Milan attuale una squadra non lo è. A patto che la rosa sia veramente formata da tanti calciatori bravi, va da sé che l'indiziato principale per i risultati che non arrivano sia Montella. L'aeroplanino ieri ha parlato a Milan TV: «Ci siamo confrontati con la società, con i calciatori e tutti insieme, siamo consapevoli che abbiamo bisogno velocemente di creare una mentalità vincente, si costruisce nel tempo, a volte anche inciampando. La società - ha dichiarato l'allenatore rossonero -. mi ha chiesto soltanto di lavorare per non ripetere più queste prestazioni.Il clubnoninterviene sumoduli o calciatori, che sono di mia pertinenza. Roma e Inter? Sono partite con molta pressione, ma come altre. E alle pressioni bisogna abituar si».