Da Verona a Verona. Edin Dzeko, risolti i dubbi amletici, ricomincia dalla patria di Giulietta e Romeo. Ci perdoni Shakespeare, ma un sospiro di sollievo i tifosi della Roma - e Di Francesco - l'hanno davvero tirato, perché il tanto «odiato mercato» è finito. E andate in pace. In pace dei sensi, allora, e con un po' di romanticismo, sicuramente da parte della signora Amra Silajdžić in Dzeko, con le sue social cartoline dalla città Eterna, ma, non dubitiamo, anche di Edin da Sarajevo, da chi gli è vicino descritto come un «innamorato di Roma». E nella Capitale, intanto almeno fino a giugno, sarà radicato. Ricominciando, nella prima giornata con la sessione trasferimenti di "riparazione" conclusa, da Verona. Lì esordì in Serie A, battesimo in gare ufficiali con la Roma, alla prima giornata del campionato 2015-2016. Altri tempi, c'era Rudi Garcia, e Dzeko era tra i più attesi. Non solo per il pedigree, o per l'entusiasmo che aveva paralizzato in piena estate l'aeroporto di Fiumicino al suo arrivo, ma anche perché questo spilungone biondo si era presentato dopo la sua prima partita amichevole contro il Siviglia (di Monchi) prima di Ferragosto con una bordata di destro sotto curva Nord al 3', servito da Maicon. Un gol simile a quello che gli hanno annullato per un fuorigioco di due millimetri a fine dicembre contro il Sassuolo.

Esordio senza clamori al Bentegodi, nel 2015, dove la Roma non va oltre l'1-1. Dzeko, molto mobile, non rimane fermo in attacco, recuperando palle importanti, procurandosi un'occasione che Rafael sventa e servendo a Florenzi il pallone poi recapitato in rete di destro dal numero 24 romanista. La settimana seguente, poi, il sogno diventa realtà, la Roma batte la Juve alla seconda giornata perché Dzeko sale in cielo sovrastando Chiellini, che gol! Sembra essere arrivato l'uomo che mancava. La stagione però, complice anche un infortunio al collaterale, non prosegue nel migliore dei modi. È con Spalletti (che subentra a Garcia a gennaio), che Edin rinasce o comunque fa vedere che può essere devastante e conferma la statistica che lo vede migliorare, e di molto, nella sua seconda stagione in un nuovo club. Numeri pazzeschi e record su record nel 2016-2017: 39 reti (tra campionato e coppe) superando Francesco Totti (autore di 32 gol esattamente dieci anni prima) e anche se stesso (record personale di 36 reti stabilito nella stagione 2008-2009). E laurea di capocannoniere dell'Europa League con 8 reti e della Serie A con 29 reti. Numeri che hanno risvegliato i suoi estimatori in Premier League (Conte per primo), anche se poi non se n'è fatto niente.

Scordiamoci il passato, chiudiamo la parentesi, perché da questi numeri vuole ripartire Di Francesco, uno che gli ha dato una fiducia incondizionata, facendolo entrare in campo sempre, anche quando in partenza gli aveva detto di mettersi la tuta e andare in panchina. Uno che non gli ha mai detto che è troppo buono o poco cattivo, fate voi. Che con gli occhi quasi lucidi rispondeva alle interviste sul mercato che riguardano il bosniaco. Insomma, c'è Edin al centro del progetto, almeno del suo, al di là di ogni prezzo. Il mercato è finito e lui, il numero 9, che non si è scomposto più di tanto per le voci - e le trattative - che lo hanno coinvolto, dovrà dare di più di quanto è riuscito a dare in questo periodo. Per tornare a ruggire, da oggi che è il compleanno del Re Leone, uno che la 9 non l'ha mai portata in giallorosso, ma che è stato tra i pochissimi centravanti nel nuovo millennio a far sognare i tifosi, prima, durante e dopo i suoi gol. Dovrà far ruggire la Roma, Dzeko, ricominciando da quel che sa fare e che toglie il sonno a Eusebio: il gol.

A Trigoria doppia seduta

La Roma si è ritrovata ieri al mattino a Trigoria per proseguire la preparazione in vista della lunch-time match di domenica contro l'Hellas Verona. Una fase in palestra in apertura prima di passare sul campo dove gli uomini guidati da Di Francesco hanno svolto esercizi atletici. Ancora programma individuale per gli infortunati Schick, Gonalons e Karsdorp. Nel pomeriggio, dopo un'attivazione tattica, esercitazione sul possesso palla e partitella a campo ridotto. Al Bentegodi riprenderà il suo posto (e la fascia di Capitano) De Rossi, che farà rifiatare uno fra Nainggolan, Strootman e Pellegrini. Dietro dovrebbe tornare Fazio.