Poco rumore per tanto. Dal ritiro milanese Di Francesco lo dipinge tuttora come il titolare della Roma, anche se ammette che dovrà valutare le sue condizioni psicologiche prima di decidere se schierarlo. Dal canto suo, da Londra Conte nicchia sulle domande di mercato, rimandando ogni discorso a interlocutori societari. Lui, Dzeko, nonostante i sottintesi, si è allenato regolarmente in vista della sfida di questa sera a Genova.

Tutto come se nulla (o quasi) fosse. Ma tanta carne al fuoco effettivamente c'è. La trattativa con il Chelsea non è ancora entrata nella fase conclusiva e difficilmente ci sarà un'accelerata prima della partita con la Sampdoria, ma siamo alla fase caldissima per l'attaccante. Mentre per Emerson la questione è differente, anche perché se la destinazione è la stessa di Edin, non altrettanto si può dire per le rispettive operazioni, svincolata l'una dall'altra. Le cifre dovrebbero aggirarsi intorno ai 25 milioni per il terzino e ai 35 per l'attaccante.

Sull'esterno mancino l'indicazione arriva proprio da Londra Ovest: il suo omologo di ruolo Kenedy ha salutato i Blues in direzione Newcastle, liberando di fatto il posto per il suo connazionale, ormai da considerare un ex giocatore della Roma. Lo stesso Conte, pur glissando sul possibile arrivo di Emerson, ha confermato la partenza del mancino classe 1996, diretto alla corte di Benitez. Tutto fatto (o quasi, manca sempre l'ufficialità che durante il mercato non è mai un dettaglio) per il passaggio in Inghilterra di Palmieri; ancora non definito quello di Dzeko.

La cessione della punta è ben (o male, dipende dai punti di vista) avviata, e probabilmente il suo addio alla Roma si concretizzerà dopo la gara del Ferraris. Se saranno limate le distanze fra richiesta e offerta, le ore comprese fra giovedì e venerdì potranno essere quelle dei saluti. Genova come tappa finale di due anni e mezzo vissuti comunque intensamente per Edin. Fin dal suo arrivo, salutato con la doverosa enfasi per uno con quei numeri: poco più di duecento gol in dote in quell'agosto 2015 che segnò il suo sbarco a Fiumicino. Cifra molto più che arrotondata durante la sua esperienza romanista, che lo ha confermato bomber di razza anche nei numeri: 61 centri e 25 assist vincenti in giallorosso, su 117 presenze; 23 squadre castigate sulle 24 incrociate in A; due classifiche cannonieri conquistate (una in campionato e una in Europa League); il record italiano di ogni tempo battuto per quanto riguarda i gol stagionali. Insomma, non sarebbe esattamente una perdita di secondo piano. Ma ad oggi, come ha ribadito anche Di Francesco, «è ancora un giocatore della Roma». Perciò schierabile con la Samp, che è anche una delle sue vittime predilette. Lo scorso anno su tre incroci segnò ai blucerchiati tre volte: contribuendo alla rimonta dell'andata, illudendo al ritorno, mettendo il punto esclamativo in coppa. E chissà che stasera non possa rinverdire i fasti, siglando il commiato nel modo migliore. Sempre che la trattativa si concluda. In quel caso il «non dormiamo» di Monchi avrebbe un seguito concreto. E un altro attaccante, presumibilmente un esterno che permetta a Schick di concentrarsi sul ruolo di centravanti, vestirebbe il giallorosso. L'ultimo (il primo?) nome è quello di Carrasco dall'Atletico Madrid: è in rotta con Simeone, il profilo sembra perfetto, può giocare a sinistra e a destra, la Roma lo aveva già cercato nel recente passato ed è... forte.