L'allenatore della Roma Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida contro il Sassuolo, in programma domani pomeriggio allo stadio Olimpico. Queste le sue parole:

Domani ultima partita dell'anno, che bilancio si può fare di questa prima parte della sua gestione?

Mancano due partite, quella che non abbiamo giocato influisce tantissimo quando si va a vedere la classifica. Non vediamo l'ora di metterci alla pari con le altre a livello di gare per dare un giudizio più compiuto. Abbiamo fatto ottime cose, siamo cresciuti tanto, ma ci manca ancora qualcosina per essere competitivi sotto tutti i punti di vista. Questo deve spronare la squadra a cercare di lavorare ancora meglio, mentalizzare determinati concetti per potersi esprimere con maggiore continuità durante le gare.

Che emozioni ha per la gara col Sassuolo, sua ex squadra? Cosa pensa di Iachini?

Non ho mai fatto lettere, aeroplani sopra lo stadio per ringraziare il Sassuolo. Ho ancora l'emozione addosso, ho conosciuto gente straordinaria. E' un amore veramente grande, è stato un percorso bellissimo. Ogni volta che vedo certe persone e leggo certe interviste mi emoziono ancora per quello che è stato il mio trascorso. Mi ricordo ancora i gol per arrivare in Serie A, vincere la Serie B è stato emozionante. Il percorso più bello. Bellissimo ricordo. Ringrazio tutti, dalle persone più piccole che magari si notano meno fino ai dirigenti. Iachini sta valorizzando il lavoro fisico fatto da Bucchi, ora lui ha dato solidità alla squadra. E' un martello sotto tutti i punti di vista, lo conosco bene Beppe.

Pellegrini e Defrel che tipo di impatto stanno avendo nella Roma?

Lorenzo Pellegrini è un 1996, sta giocando tanto, magari qualcuno pensa che debba giocare sempre. Non sempre si è espresso al meglio. E' un giocatore di grandissima prospettiva, anche per la Nazionale. Sono molto contento di lui, è il terzo anno che lo alleno. E' in continua crescita, ha maggiore personalità di quello che esprime in campo. E' uno dei titolari di questa squadra. Defrel è stato veramente sfortunato, lui individualmente. Per tante situazioni, anche perché non è riuscito a fare gol, è un peccato. Ha ripreso una botta dove si era fatto male a Genoa, sta cercando di smaltire questo piccolo problema. Ci auguravamo di recuperarlo per domani ma non sarà nemmeno convocato.

La concretezza, che risposte stanno dando gli attaccanti?

Dirlo oggi lascia il tempo che trova, si rifanno solo chiacchiere. Dobbiamo portare in campo concretezza, superare questo periodo di difficoltà più che nel creare, nel fare gol. Anche la partita col Torino è stata emblematica per la mole di gioco creata contro una Juventus che concede sempre pochissimo agli avversari. Il risultato cambia i giudizi, ci sta: fa parte del nostro lavoro. Noi dobbiamo rispondere sul campo a partire da questa partita con il Sassuolo. Mi auguro di creare le stesse occasioni o molto meno ma di concretizzare come ci riusciva in passato.

Per inserire Schick partirai sempre dal 4-3-3?

Quando si parla di numeri bisogna avere delle conoscenze. Quando parli di 4-2-3-1 le caratteristiche le fanno i calciatori. Quello che ho messo in campo a Torino era un 4-2-4, il 4-2-3-1 lo abbiamo fatto raramente. L'abbiamo fatto col Napoli e col Milan a tratti. Però solitamente per spostare gli equilibri mi metto 4-2-4. Perché abbiamo difficoltà a concretizzare allora cerchi di mettere uomini bravi in area, a concretizzare. Buttare gli equilibri per due partite sarebbe un errore. L'equilibrio deve essere anche nella mia testa. Se dovessi cambiare, farei 4-2-4, non 4-2-3-1 che non è nella mia testa. Non mi piace tanto.

Si potrebbe partire dall'inizio col 4-2-4?

Potrei ribaltare le cose, è tutto e il contrario di tutto. E' sempre il risultato che va a fare la differenza. Bisogna avere equilibrio e ponderatezza nelle scelte che si fanno. Sicuramente Schick giocherà dall'inizio ma non vi dico come partirò. Gli altri 10 non ve li dico.

Monchi ha detto che non si farà mercato, lei la pensa come il ds? Le piace il nome di Badelj?

Sono in piena sintonia con il direttore. Parlare di mercato non mi interessa assolutamente, ho tanto da sistemare i miei, pensare al Sassuolo e portare a casa 6 punti. Dobbiamo migliorare se vogliamo mantenerci competitivi, di mercato non mi interessa nulla. Poi magari ne parleremo più avanti. Si può avere un pensiero e poi cambiare in una settimana o dopo due partite si cambia, no? Me lo avete insegnato voi, in questo siete maestri... Devo essere più equilibrato. Il mercato è l'ultimo dei miei pensieri.

Come si supera questo primo periodo difficile qui a Roma?

Periodi difficili magari li ho avuti in partenza... Abbiamo fatto qualcosa di straordinario in Champions, in campionato siamo in corsa per essere competitivi o magari dare fastidio che è quello che ho sempre detto. Siamo in linea con quello che ci siamo detti. Il periodo difficile si supera con una vittoria. La mia forza è saper prendere le sconfitte nel modo giusto, capire dove possiamo far meglio. Ma questo è successo anche durante le vittorie perché non tutte le vittorie sono arrivate come avrei voluto io. Ben vengano anche le vittorie sporche che danno fiducia. In questo momento abbiamo bisogno di vincere al di là dell'avversario che avremo davanti domani.

A Roma si abusa della parola vincere secondo lei?

Non credo... A livello motivazionale è una parola che mi piace tantissimo. Vincere può essere vincere lo scetticismo, risultati importanti, far migliorare i giocatori, portarli in Nazionale, valorizzarli. Vincere sul campo è quella che ci piace di più. Non vincere a tutti i costi, ma attraverso una mentalità, un'idea. E' quello che voglio portare qui a Roma. Per vincere bisogna anche imparare un po' dagli altri, avere determinazione, cattiveria agonistica che noi abbiamo dimostrato di avere non sempre e che invece ha avuto la Juventus specialmente nei primi 60 minuti della gara.

Che voto si dà per questi primi mesi?

Voti non me ne do. Nemmeno agli altri. Me li date voi e li accetto. Sono contento di quello che è cambiato, però è troppo sottile la linea tra il bene e il male. Dobbiamo ripartire subito con una vittoria per non perdere la crescita che ci è stata. Per me la partita di domani è molto importante. L'esperienza qui è totalmente diversa da quando ero qui da calciatore, mi sento veramente integrato, sereno, sono stimolatissimo, l'esperienza di Sassuolo credo sia stata basilare per poter arrivare qui. Mi piace quando sento dire da tanti "famiglia", stiamo cercando di far diventare questo ambiente, Trigoria, una famiglia.

Come ha reagito Schick alla fine di Juventus-Roma? Come ha lavorato in settimana?

Ho avuto un occhio di riguardo a dirvi che gioca solo lui...pesa un errore al 94' contro la Juventus ma deve avere la forza di superarlo, in questo momento gli sono vicino perché un patrimonio della Roma ed è forte. Lui ancora non è un grande campione, ha delle qualità ma deve fare ancora tantissima strada. L'aspetto fondamentale su cui deve lavorare è psicologico, superare il prima possibile questo errore contro la Juve. Non deve passare che non abbiamo pareggiato a Torino per colpa di Schick, la sconfitta passa attraverso una prestazione di squadra nella quale potevamo rimediare e tante altre disattenzioni. Davanti ad una squadra forte, che ha ancora qualcosina in più di noi.

E' ancora convinto che Nainggolan possa fare 18 gol da intermedio di centrocampo?

Quanti pali abbiamo preso...? Però non è sfortuna, Nainggolan lo scorso anno tirava da 25-30 metri e segnava, l'anno prima quanti gol aveva fatto? Anche Di Francesco un anno fece 7-8 gol...un fenomeno e invece non lo ero. Ci sono annate in cui riesce tutto, Nainggolan ha qualità importanti. Può migliorare l'attacco della porta. Mi auguro faccia molti gol, mi auguro che i centrocampisti e in generale la squadra torni a segnare con regolarità. Mi do 4 per quello che ho detto ma magari a fine stagione mi date 10. E' riduttivo parlare solo di Nainggolan perché ci manca il gol, ci sono annate particolari, con me dietro la punta non ci gioca, ci arriverà a giocarci mentre si sviluppa la manovra.

Come mai la Roma ha così tanta fatica nel fare gol? Dipende da Dzeko?

L'Inter ha fatto 40 punti con i gol di Icardi no?Un mio amico mi diceva: "L'attaccante fa gol, il portiere para". E' fondamentale che l'attaccante torni a segnare, per statistiche è uno dei calciatori che calcia di più in porta, deve tornare a segnare per forza. Se resta a 8-10 gol non potremmo ambire a qualcosa di importante, è vero. Conosco solo un modo, continuare a stimolarli durante gli allenamenti per alcuni movimenti. Bisogna crederci ancora di più come ha fatto Benatia che si è trovato addosso 4 volte la palla, dobbiamo essere bravi a crederci un po' di più in noi.

Secondo lei la Roma non dovrebbe impegnarsi di più nel non cedere i propri gioielli alla Juventus?

E' un discorso più societario. Non potete porre questa domanda a me. Da quando ci sono io non credo che ci sono giocatori che sono passati alla Juventus.E' andato via Salah perché in primis voleva andare via lui. In certi meandri del mercato gli allenatori c'entrano davvero poco ma questo succede anche alla Juventus, ve lo assicuro.