«Siamo in un buon momento. Sicuramente il cambio di allenatore, come si dice, ha dato una scossa. Abbiamo battuto un'Inter che sembra non più così brillante, ma il Sassuolo ha fatto una buona gara. Adesso vedremo con la Roma». L'amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, non usa mezzi termini sulla gara di sabato, sull'approccio che i neroverdi dovranno avere nonostante il momento delicato per i giallorossi dopo la sconfitta di Torino: «Servirà la gara perfetta per ottenere qualcosa, la Roma è tra le candidate allo scudetto e la affrontiamo sapendo che ha un allenatore che conosciamo bene ed è un grande valore aggiunto. Abbiamo fatto di tutto per provare a trattenerlo ma è un allenatore da grande squadra e conoscendolo sappiamo che ha delle qualità, non dovremo sbagliare nulla. Noi dobbiamo migliorarci, è un percorso di crescita, non siamo ancora al top della condizione».

Roma in calo, o forse no. Come si comporta Di Francesco nei momenti di difficoltà (che ha avuto anche in Emilia)?
«Di Francesco è un allenatore di grande valore e lo sta dimostrando attraverso un lavoro ottimo. Nei momenti di difficoltà è uno che non si perde, conosce bene i motivi dai quali dipende un momento negativo, ora ha il supporto di una società forte come la Roma e può giovarsi di un grande connubio tra tecnico e dirigenza. Tutte le grandi attraversano momenti così. Di Francesco saprà valutare le problematiche e saprà uscirne».

È cambiato il modo di giocare di Di Francesco, che sembra essere un po' meno sbarazzino e più equilibrato?
«Per quanto ho potuto constatare qualcosa di diverso c'è, probabilmente è un dato che deriva dalle caratteristiche dei giocatori. La Roma sembra dare più attenzione alla fase di non possesso che a quella di possesso e anche la difesa è più solida, prendono pochi gol. Sicuramente ha dei giocatori di grande qualità in quel reparto, qualche cambiamento c'è ed è normale perché avviene anche in base ai giocatori che si hanno a disposizione».

E cambierà, forse, qualcosa del "suo" modulo per far coesistere Schick e Dzeko.
«È difficile dirlo, io posso valutare in base al modulo che usava qui al Sassuolo, con gli esterni molto larghi, credo che sia sostanzialmente un suo problema, ed è un bel problema. Io vorrei averli entrambi… Per come era abituato a giocare lui, evidentemente non dev'essere facile trovare la quadra, ma quando hai dei campioni cerchi di trarre il massimo da loro ed è tipico delle persone intelligenti come Di Francesco rivedere le cose in base alla realtà, senza alcun integralismo. Cercando ovviamente sempre l'equilibrio, a quel punto potranno giocare tutti e due».

Pellegrini può diventare un top player e rappresentare il rilancio della nostra generazione di calciatori?
«Credo che diventerà uno dei punti di forza della nostra Nazionale. Deve avere la possibilità di giocare un po' più spesso. Da noi ha avuto un percorso di maturazione molto importante grazie al lavoro di Di Francesco, che lo conosce perfettamente. È chiaro che passando in una società come la Roma dove ci sono tanti campioni trova un po' più di difficoltà a scendere in campo ed è un po' peccato».

Infortuni a parte, Defrel non può essere quello visto finora.
«Non si è ancora visto il vero Defrel. Ha tanta disponibilità e per questa qualità ha giocato anche in posizioni non ideali rispetto a quello che è il suo ruolo. Quando hai un giocatore così duttile ben venga, ha avuto qualche infortunio, ma quando finirà questo periodo di sfortuna penso che troverà spazio in una rosa importante come quella della Roma. Che poi sia il titolare inamovibile o sia uno che subentra non ha importanza: sicuramente darà un contributo diverso da quello che finora è riuscito a esprimere a Roma».

Il Sassuolo tradizionalmente valorizza giocatori giovani: è capitato anche e soprattutto con la Roma.
«Abbiamo un grande rapporto con la Roma, abbiamo preso tanti ragazzi e siamo stati molto contenti di aver valorizzato così tanto Pellegrini per "riportarlo" alla casa giallorossa con questo valore. Speriamo possa accadere ancora con Frattesi e Marchizza, ben inseriti in una filosofia come la nostra che lavora sui giovani e sugli italiani».

Ci saranno movimenti di mercato a gennaio? Ci sono diverse voci su Pjaca...
«È sicuramente un giocatore importante ma nel suo ruolo abbiamo giocatori di nostra proprietà e di grande valore, come Berardi e Politano, non credo che ci possa interessare un prestito».