Quattordici mesi e due operazioni dopo. Da Sassuolo al Sassuolo. Ventisei ottobre dello scorso anno e, ora, domani, di nuovo quelle maglie neroverdi di fronte. Forse non sarà una partita come le altre per Alessandro Florenzi. Perché proprio contro la squadra all'epoca allenata da Eusebio Di Francesco, il calciatore capace di giocare in tutti i ruoli, vide interrompersi un'ascesa che fino a quel momento non aveva conosciuto ostacoli. Mancavano cinque minuti alla conclusione di quella sfida che la Roma, dopo essere stata in svantaggio per un colpo di testa di Paolo Cannavaro, nel secondo tempo aveva ribaltato con una doppietta di Dzeko e un gol di Nainggolan. Sembrava tutto perfetto, distacco dalla Juventus confermato a soli due punti, un entusiasmo che bastava guardare la curva dei tifosi giallorossi per toccarlo con mano. E invece il destino maledetto si materializzò con un movimento anomalo a centrocampo, un urlo di dolore, le mani nei capelli dei compagni, le mani senza capelli di Spalletti ad accompagnarlo sin dentro all'ingresso degli spogliatoi.

Operazione, riabilitazione e poi, quando era a una passo dal ritorno in campo, un bis mai richiesto, nuovo crociato, nuovo intervento, ancora mesi di riabilitazione. Fino al ritorno nella parte iniziale di questa stagione in cui, complici il crac di Karsdorp e le incertezze di Bruno Peres, ha trovato una stabilità di ruolo come esterno destro basso della linea difensiva a quattro di Di Francesco. E il ragazzo di Vitinia sta rispondendo alla sua maniera, non facendo mai mancare il suo apporto agonistico e tecnico. Finalmente, dopo tanto girovagare per il campo, è diventato un punto fermo della sua Roma. E lui vorrebbe esserlo a lungo. Tanto è vero che già da un po' di tempo, il suo procuratore, Alessandro Lucci, sta chiacchierando con la società per arrivare a un nuovo accordo che possa soddisfare tutti

C'è da credere che in tempi non biblici, si possa arrivare alla fumnata bianca. Del resto i precedenti di Monchi inducono a un certo ottimismo. Da quando è sbarcato a Trigoria, il direttore sportivo giallorosso di contratti ne ha già adeguati e prolungati diversi. Partendo da quello di Daniele De Rossi (biennale) che lo scorso trenta giugno andava in scadenza del precedente accordo con la società giallorossa. Dopo ci sono stati quelli di Strootman, Fazio, Nainggolan, Manolas e Perotti. Ora toccherà a Florenzi, anche se non è un mistero che diversi club italiani (Juventus compresa) e stranieri (in testa il Chelsea di Conte), stiano alle finestra per vedere come evolverà la situazione tra giocatore e Roma. 

Le prime settimane dell'anno nuovo dovrebbero essere quelle buone per il brindisi finale. Ma c'è tempo per il cin cin, domani c'è questo Sassuolo da battere per tornare a prendere confidenza con la vittoria.
Florenzi giocherà esterno destro basso con Kolarov sulla corsia opposta e l'accoppiata Manolas e Fazio al centro (ma attenzione a Juan Jesus). A centrocampo De Rossi e Nainggolan questa volta come compagno di reparto dovrebbero avere Pellegrini al posto di uno Strootman che non sta attraversando un periodo di forma smagliante. In attacco dovremmo rivedere l'accoppiata Dzeko e Scick, completata a sinistra da Perotti che sembra favorito su El Shaarawy, in un tridente che dovrebbe prevedere alcune soluzioni diverse rispetto alle solite.