Ha ragione De Rossi: Totti ci manca. Non solo per la presenza sul campo, ma perché era l'immagine più bella del calcio. Romano, romanista, la maglia numero 10 sulle spalle e la fascia da capitano al braccio. Serve altro per far sognare? Vicino a lui, l'amico di tante battaglie. Il fratello più piccolo da far crescere e proteggere. Per alcuni, non per noi, la carriera di De Rossi sarebbe stata migliore se non ci fosse stata la luce di Totti a oscurarlo. La risposta l'ha data direttamente il centrocampista: «Mi risolveva un sacco di problemi».

Entrambi figli prediletti della Città Eterna, insieme hanno preso per mano la Roma portandola a spasso in Italia e in Europa. Vincendo poco assieme, come ha ricordato Totti da Dubai, ma per chi tifa Roma come Francesco e Daniele basta indossare quella maglia per sentirsi vincitore. Ora che le loro strade sportive si sono divise, uno ancora sul campo con "quella fascia" e l'altro da una scrivania, sembrano ancora più uniti, più vicini. Ieri anche mediaticamente: entrambi in esclusiva hanno rilasciato a Sky Sport le impressioni di questa prima parte di stagione. La vittoria è un percorso molto lungo, dice Ddr, e Di Francesco ha imboccato questa strada nella maniera migliore. Andate a vedere i numeri, dice ancora il centrocampista di Ostia. Totti, da Dubai, indica la via: «Puntiamo sui nostri giovani». Detto da lui, miglior prodotto del vivaio dell'ultimo mezzo secolo, fa un certo effetto. Lo stesso che si prova quando lo si sente caricare come quando era il primo a sbucare dal tunnel dell'Olimpico e guidare la sua Roma: «Per lo scudetto è una lotta a quattro e la Roma c'è perché è forte». Roma per un giorno è tornata indietro per vedere i suoi figli migliori scendere in campo insieme e prendersi sulle spalle un amore che non potrà mai conoscere limiti.