Dimenticare il Torino. Concentrandosi su Torino. Fin da subito. Neanche il tempo di riassorbire la (dolorosa) botta dell'eliminazione in Coppa Italia ad opera dei granata, che la Roma si deve già rituffare nel clima partita. E che partita: quella contro la Juventus nella sua tana. Tanto per rispondere immediatamente ai dubbi sorti nel tardo pomeriggio di ieri, sulle reali ambizioni dei giallorossi e - a questo punto diventa lecito averne - sulla reale tenuta psicologica della squadra, dopo il primo obiettivo stagionale sfumato.

In casa bianconera, ci ha pensato l'amministratore delegato Marotta a chiarire le cose prima della gara contro il Genoa: «Roma distrazione? No, la Juve è abituata a sostenere impegni ravvicinati in varie competizioni. È nel Dna di questa società». La risposta deve arrivare con i fatti. Sul campo. Ed è proprio lì, su quello di Trigoria, che si ritroveranno i giocatori giallorossi questa mattina alle 11, per preparare il big match di sabato sera nel migliore dei modi. Due giorni appena, ma senza tirare il freno o prendere respiro. Due giorni di lavoro, concentrazione assoluta e ripresa psico-fisica.

Sarà il consueto lavoro di scarico per chi ha giocato ieri contro il Torino. Per tutti gli altri, compresi i subentrati nel finale di partita, si fa sul serio. A maggior ragione perché si preannuncia un altro turnover estremo in vista della supersfida di campionato. Rientrano tutti i big. A partire da Alisson, che riprenderà il suo posto fra i pali. Non ha demeritato Skorupski, ma la titolarità della porta è senza discussioni. In difesa rientrerà la collaudata coppia centrale Fazio-Manolas, rimpianta a lungo nella serata di coppa, in particolar modo sulle palle inattive che hanno fatto soffrire la Roma come mai era accaduto in questa stagione. A sinistra spazio a Kolarov, che era rimasto a riposo dopo essere stato praticamente sempre presente. Emerson è parso in ritardo di condizione, dopo la lunga assenza. A destra Florenzi prenderà il posto di Peres.

In mezzo al campo torneranno certamente Capitan De Rossi e Nainggolan, con Strootman e Pellegrini a contendersi l'altra maglia. In attacco l'unico "superstite" della formazione in campo dall'inizio ieri dovrebbe essere El Shaarawy. Con lui Dzeko e Perotti, che come ha mostrato anche il finale con il Toro, sono tuttora indispensabili per la squadra. A patto però di invertire la rotta per quanto riguarda la cattiveria sotto porta: è arrivato il momento di trasformare in gol l'enorme mole di occasioni. Sotto la Mole anche di più.