Altra gara, altra multa. Cara è costata l'esposizione in Curva Sud dello striscione a difesa di De Rossi nel corso della sfida casalinga con la Spal dello scorso primo dicembre. Per la precisione 167 euro. Dopo le sanzioni indirizzate ad alcuni lanciacori dopo Roma-Atletico Madrid di Champions, rei di essersi issati sulle balaustre per cercare di coordinare il tifo del settore più passionale dell'Olimpico, una nuova multa ed ennesima pagina tragicomica della storia recente dell'impianto capitolino. L'applicazione ferrea e certosina di un Regolamento d'uso che meriterebbe di essere rivisto e ridiscusso, magari ascoltando le istanze di tutte le parti in causa.

Roma-Spal non è stata perciò soltanto la partita salita alla ribalta delle cronache per l'assurdo divieto ai tifosi spallini di introdurre la bandiera raffigurante il volto di Federico Aldrovandi, con conseguente sciopero del tifo messo in atto nel settore ospiti come segno di protesta. In occasione della sfida contro la squadra di Ferrara, infatti, la Sud aveva preso posizione in merito alle polemiche sorte dopo la sciocca espulsione rimediata da Daniele De Rossi a Marassi contro il Genoa. "Sangue romano… DDR nostro capitano", lo striscione esposto da alcuni ragazzi del gruppo Roma, un messaggio di vicinanza al numero sedici con la fascia al braccio. Com'è giusto che sia in base a un legame con le bandiere e i figli di Roma che può momentaneamente incrinarsi, ma mai spezzarsi.

Al netto del già citato Regolamento d'uso secondo il quale "è vietato introdurre o esporre striscioni […] diversi da quelli esplicitamente autorizzati dal Gruppo Operativo per la Sicurezza", il contenuto assolutamente non minaccioso avrebbe potuto far desistere gli organi competenti, considerando anche la spontaneità dello stesso che, in base alle ferree regole, non avrebbe potuto entrare a priori in base ai sette giorni di anticipo entro cui dovrebbe pervenire la richiesta. Sarebbe bastato un po' di buon senso o la comprensione di una risposta che si poteva preventivare. Ma in fondo in un Olimpico in cui lo scorso gennaio venne vietato l'ingresso di uno striscione in favore delle popolazioni colpite dal terremoto, con la motivazione della mancata richiesta scritta e della natura non ignifuga dello stesso, si poteva altresì preventivare anche una dura reazione. E così è stato. In data 13 dicembre infatti il Commissariato di Prati, mediante l'uso delle telecamere interne, ha comunicato a un tifoso romanista la sanzione di 167 euro (pagamento in misura ridotta) per l'esposizione dello striscione in favore di capitan De Rossi, in quanto "non autorizzato dal G.O.S". Stessa sorte toccata diversi mesi fa ai tifosi romanisti che avevano esposto le immagini di Alberto Sordi e Gigi Proietti nei panni di vigili urbani. Sana ironia per rispondere con un sorriso alle tante multe piovute nel corso delle recenti stagioni. Dopo Sordi e Proietti è arrivato il turno di Daniele De Rossi. Chi sarà il prossimo?