L'allenatore della Roma Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida di campionato contro la Fiorentina, in programma domani alle ore 15. Queste le sue parole:

Mini ciclo di partite che si chiuderà con la Fiorentina. In cosa è migliorata la Roma? In cosa deve migliorare?

Sicuramente grande compattezza di squadra. Vorrei che continuasse così più che migliorare, ci lamentavamo che facevamo pochi gol e poi ne abbiamo fatti tre al Chelsea, abbiamo grande solidità difensiva. Continuare su questa strada cercando di concedere poco agli avversario. Però tante cose si possono migliorare, come determinati meccanismi. Il fatto di poter lavorare più tempo insieme. C'è la Nazionale, è un peccato perdere tanti giocatori. Però sappiamo che è così quando si allena una grande squadra come la Roma. Sono soddisfatto di quanto ha fatto la squadra, ma non mi accontento, manca la partita di domani che è molto delicata. Poi diremo come è andato questo mini ciclo.

Come si gestisce l'entusiasmo dopo il Chelsea?

L'entusiasmo all'interno dello spogliatoio dà grande consapevolezza, ma non deve dare abbassamento di tensione o un pizzico di presunzione, sentirsi bravini. Questo non deve accadere. Ho cercato di trasmetterlo ai ragazzi. Sono convinto, voglio che la squadra domani abbia grande determinazione come abbiamo fatto contro il Chelsea.

Come sta Florenzi? Domani potrebbe essere capitano. Zanetti lo ha definito il suo erede, c'è una similitudine? 

Per poter essere capitano deve giocare e non deve giocare Daniele, ha avuto qualche problemino, oggi lo valuteremo, ma credo di poterlo recuperare per questa gara. Tecnicamente non sono simili, caratterialmente lui e Zanetti sono simili. La capacità di giocare in diversi ruoli, il senso di appartenenza, quello che ha fatto Zanetti per tutta la sua carriera, questo sì tantissimo. Per caratteristiche tecniche e fisiche no.

Monchi ha sdoganato la parola scudetto. Lei che ne pensa? 

Dobbiamo recuperare il terreno perso, non siamo favoriti, stiamo rincorrendo il desiderio di rimanere attaccati alle squadre lì davanti. Però già il fatto di stare lì, con una partita in meno è già significativo e importante. Per fare questo dobbiamo cercare di portare anche domani a casa una vittoria, è una partita difficile. Mi è piaciuta molto l'intervista del direttore, tranne la foto che non si può guardare (ride, ndr).

E' stato più difficile convincere mentalmente la squadra ad andare alti o addestrare tatticamente la squadra? Se un allenatore non addestra che ci sta a fare? 

L'allenatore che ci sta a fa... E' fondamentale che uno trasmetta le proprie idee, il proprio pensiero. Che faccia vedere ai giocatori i vantaggi che si hanno facendo determinate cose. La partita con il Napoli è stata di grande insegnamento anche per i ragazzi, determinati avversari più li tieni lontano dalla tua porta e meglio è. Il desiderio di andare nella metà campo avversaria è positivo. In questo, come dicevo prima, dobbiamo avere maggiore continuità. Ovviamente per farlo non è che ci siamo svegliati una mattina e ho detto: "Fai quello"... Ci siamo esercitati per poterci migliorare.

In passato è stato vicino alla Fiorentina? Quanto vicino? 

In passato sì, quanto non lo so. Ma è una storia passata, sono stato lusingato, ma finisce lì. Io sono contentissimo di stare qua, come da calciatore ho scelto di giocare nella Roma, come allenatore sono contento di essere qua. Con pregi e difetti dell'ambiente, ma a me piace.

La Roma vince anche senza i gol di Dzeko. Positivo come segnale?

Anche il Napoli ha dimostrato che senza Higuain sa fare gol, vince le partite. E' un discorso anche di collettivo. L'attaccante è lì davanti per fare gol ed è fondamentale che li segni. Quando non segna lui è un gran segnale che la squadra ugualmente faccia gol e riesca a vincere. E' importante. Voglio sottolineare una cosa di Edin: sono molto contento di quello che sta facendo e per come sta lavorando per la squadra. I gol arriveranno, magari già da domani. Ne sono convinto. Però il suo lavoro è determinante per noi, per riuscire a giocare in un determinato modo come dicevo prima per essere bravi le aggressioni degli attaccanti diventano fondamentali.

Domani ultima partita prima della sosta, il turnover sarà meno spinto del solito?

Non so cosa farò, a volte cambio meno a volte di più. Valuterò. Ci sono delle esigenze dopo partite così dispendiose come quella con il Chelsea, per Firenze farò le mie valutazioni. Sicuramente cambierò ancora qualcosa.

Si aspettava una crescita così di El Shaarawy?

Quando l'ho messo a destra con l'Inter non poteva giocare a destra, ora l'ho messo a destra con il Chelsea ha fatto due gol e ci può giocare alla grande. Che significa questo? Significa che quando un giocatore matura, riesce a stare sempre in partita nelle due fasi. Sono molto contento ma può fare ancora meglio. Ha grandissime potenzialità. Sono contento ma non mi accontento.

L'Italia è un po' indietro sul discorso della lealtà sportiva? 

Sicuramente sì, anche se pure all'estero fanno i furbi. Ci sono gli organi competenti che si devono occupare di ciò. Non ho visto l'episodio di Manolas, fino a che punto ci sia stata l'intenzionalità di prendere l'ammonizione. Nel calcio di una volta, di cui si dice che era meglio, di queste situazioni era pieno, solo che erano meno in vista. Si vedevano meno. Siamo migliorati già tanto, convinto di questo. C'è maggiore attenzione e cultura, però si può fare sicuramente meglio. Contro il Chelsea sono state due partite con un'atmosfera stupenda. Poi volevo dire che sarà convocato per la prima volta Emerson, siamo contenti, ha fatto tutto il percorso di riabilitazione di campo. E' pronto per venire in panchina, ne sono molto contento.

Contro il Chelsea De Rossi e Strootman hanno corso più degli altri. Sono loro i candidati a riposare? 

Non significa niente il dato dei metri percorsi, dimostrano che sono in condizione. Ma non guardate i metri percorsi: si possono fare anche 11 km con grande qualità. Ci sono delle corse differenti. Daniele e Strootman sono due centrocampisti, quindi devono correre e sacrificarsi per giocare. E' il duro lavoro del mediano, come si diceva... Poi ci sono giocatori che fanno 11 km con alta qualità di corsa. Sono cose differenti.

Il tridente è El Shaarawy-Dzeko-Perotti?

No, in base alle esigenze e alle squadre che andremo ad affrontare decido. Domani Dzeko giocherà sicuramente, il resto devo deciderlo ancora. Ci sono anche delle situazioni di recupero. Dopo partite del genere si recupera, non si lavora. Sinceramente non ho ancora deciso la formazione in alcuni ruoli.

Secondo il ct del Belgio Nainggolan è un numero 10. Secondo lei qual è il ruolo ideale?

Io non so che significa numero 10, se gioca dietro la punta. Per me fa la mezz'ala è può essere di grande qualità. Con me fa il numero 10 in verità, da mezz'ala. Se dovessi dare delle maglie da 1 a 11 lui prende il 10. Dipende sempre dai punti di vista. Giusto che ogni allenatore abbia la sua visione del calciatore. Io ho un sistema di gioco in cui Radja fa la mezz'ala, magari in questo momento sta facendo pochi gol, ma le occasioni ne ha avute... Tornerà a fare gol e a fare giocate da numero 10. Contento che sia stato convocato, gli ho fatto i complimenti ma non ho parlato di altre cose. Nella mia testa c'è la Fiorentina e Radja dovrà fare una grande prestazione se mai dovesse scendere in campo.