Una bella vittoria, ma non è la cosa più bella. La Virtus Roma esordisce nel campionato di Serie A2 battendo Cassino 86-71, esprimendo a tratti un buon basket e mettendo in mostra un Sims formato Serie A. La cosa più bella, però, nel ritrovato Palaeur era l'atmosfera di speranza sana e genuina che si poteva toccare con mano. I circa 2.000 tifosi presenti hanno deciso di credere che stia davvero ripartendo la storia di una realtà, la Virtus, che se saprà superare anche tre anni di A2 autoprocurata, evidentemente potrà essere dichiarata ufficialmente immortale.

Bisognerà essere all'altezza di questa speranza. La squadra lo è stata, anche se a un certo punto si è temuto nel ritorno di Cassino, rientrata a -12 e ricacciata indietro da Moore. Non è stata all'altezza l'organizzazione. Avendo a disposizione un palazzo così grande, non ci si può permettere che a fine primo quarto ci sia ancora gente in fila per comprare il biglietto e che alcuni di loro rinuncino e tornino a casa. Peccati mortali che si commettevano anche in passato e che, così come venivano rimarcati in passato, vanno rimarcati anche oggi. Siamo certi che la società si scuserà e non ripeterà l'errore. E siamo altrettanto certi che non si porrà dicendo "potevate muovervi prima", dato che ha dimostrato in questi mesi di avere l'intenzione di essere lei a fare un passo verso la gente.

La partita è stata combattuta solo nel primo quarto. Roma ha ingranato solo negli ultimi 2 minuti e ciò le è stato sufficiente per andare al primo riposo avanti 27-17. Il vantaggio è aumentato anche nel secondo periodo, costringendo Cassino all'ennesimo time-out sul 35-22 al 14'. Non è servito a molto, Roma ha avuto in Sims il dominatore sotto i tabelloni, ma ha anche saputo far girare bene il pallone nonostante un Moore che ha faticato ad accendersi. All'intervallo lungo il vantaggio è di 18 punti (51-33), resta tale a fine terzo periodo (73-55), ma a 5' dalla conclusione si vive un attimo di paura perché gli ospiti sembrano poter rientrare. Sul 77-65, però, finalmente ecco Moore: canestro in penetrazione e tiro da tre, inframezzati da una stoppata di Sims: in meno di un minuto si va quindi sull'82-65 e a quel punto Roma vede il traguardo. Anzi, la partenza: perché questa può e deve essere una stagione con tanti significati, non solo sportivi. Ed è appena cominciata. La strada è lunga, in campo e soprattutto fuori.