È stato il grande protagonista della vittoria su Agrigento, proprio nel giorno del suo ventiquattresimo compleanno. Amar Alibegovic sta raccogliendo i frutti di un anno forse più difficile di quanto si aspettava, lui che veniva dalla Ncaa e che però conosceva già la realtà italiana e romana per aver militato nella Stella Azzurra. Un anno in cui però non ha mai smesso di credere in se stesso e ha fatto bene.

Proprio nel giorno in cui la ex squadra del padre Teoman, la Fortitudo Bologna, tornava in Serie A, ha dato una grande mano per farci tornare anche la Virtus Roma. «Giocare al Palaeur - ha detto a RadioColosseo, nella trasmissione "Basket501" - mi fomenta. Il nostro pubblico mi ha sempre dato una grande carica. E domenica mi sono subito sentito sempre molto carico e con tanta energia addosso. Ancora prima di uscire di casa mi sentivo così. È sempre così. E ogni volta che sento il boato del pubblico acquisto sempre più forza. Per questo domenica più passava il tempo e più andavo meglio».

Come detto, Amar sta raccogliendo i frutti di un lungo lavoro. «Sì - racconta - sto lavorando tanto. Mi fermo sempre anche dopo gli allenamenti. Ho avuto la fortuna di avere un compagno di squadra come Henry Sims che mi dà tantissimo. Sia perché lo devo marcare in allenamento, sia perché nel periodo in cui giocavo meno, producevo meno e quindi aiutavo poco la squadra, mi ha aiutato molto. Mi diceva "Vieni con me, facciamo un po' di cose insieme" e ci allenavamo sempre più forte. Naturalmente anche il coach mi ha aiutato tantissimo, con sedute individuali, soprattutto per il gioco in post basso, che è la cosa che mi mancava di più per essere un giocatore che occupa il mio ruolo. Chiaramente a livello personale sapevo di essere work in progress e che essendo al primo anno in Serie A2 non sarei stato protagonista in tutte le partite per tutta la stagione. Certo, avrei voluto fare più prestazioni come quella di domenica scorsa, aiutare di più la squadra e caricare di più il pubblico, che è sempre il motivo principale per cui gioco. Ma era l'esperienza la cosa che mi mancava di più e in ogni partita sento che ne acquisisco un po' di più. E miglioro».

Importante, quindi, anche il lavoro del coach su di lui. «Ho sempre sentito la fiducia di Bucchi - conferma Alibegovic - e dello staff. Mi hanno sempre aiutato, per qualsiasi cosa di cui avessi bisogno. Io comunque, sia se gioco 20, 30 o 7 minuti, voglio sempre fare di tutto per aiutare la mia squadra a vincere». E per il compleanno? «Il regalo più grande è stata la vittoria con Agrigento. Ma è un bel periodo, sono molto felice perché è venuta la mia ragazza dall'America, insieme a uno dei miei migliori amici. Ho fatto un po' la guida turistica per Roma e offrirò qualcosa anche ai compagni di squadra».

Non resta che continuare così e offrire a Roma ciò che merita, e cioè che la sua squadra, la Virtus Roma, giochi in Serie A. La Virtus Roma che torna in Serie A è un qualcosa che sta facendo drizzare le orecchie a molti, non solo tra gli appassionati. Chissà che cosa ne verrà fuori.