«Per te, atleta,che traversasti paesini e città, unendo Stati nel tuo andare. Per te, atleta, che disprezzi la guerra e sogni la pace», così recita il verso finale della poesia ritrovata nella camera di Miguel Benancio Sanchez, il ragazzo che correva e che amava scrivere poesie, prima di "scomparire" per sempre. Desaparecido, come tanti nell'inferno della dittatura argentina tra il 1976 e il 1983. Un marchio infame di fabbrica del totalitarismo di Jorge Rafael Videla. E domenica a Roma si corre la corsa a lui dedicata, un appuntamento ormai diventato una piacevole tradizione di gennaio. La "corsa di Miguel" raggiunge il ventesimo anno e saranno tanti i runner fedeli che taglieranno il traguardo nello spettacolare scenario dello stadio Olimpico.

La corsa, da sempre simbolo di promozione dei valori contro le sopraffazioni sociali e politiche, nonché fermamente contro ogni forma di razzismo, compie dunque vent'anni. La prima edizione partì l'8 gennaio del 2000, da un'idea di Valerio Piccioni (giornalista della Gazzetta dello Sport), che di ritorno da un viaggio in Argentina decise di organizzare l'evento con il Club Atletico Centrale, in collaborazione con l'Assessorato alla Politiche sportive del Comune di Roma. Data che non fu scelta a caso: l'8 gennaio del 1978 il giovane podista argentino venne infatti prelevato da una Ford Falcon (modello che divenne tristemente famoso per queste violente incursioni delle patota, le squadriglie del regime) dalla sua casa di Villa Espana, sobborgo di Buenos Aires, per non farne più ritorno. Stessa sorte toccò a più di trentamila desaparecidos, che chiedono ancora giustizia. Sono due i tracciati che si correranno domenica: 10 km competitivi e non, e la Strantirazzismo, per allargare la partecipazione a chiunque voglia cimentarsi, anche solo passeggiando, in un breve tracciato che arriverà fino all'Olimpico. Grandi e bambini in un progetto solidale e benefico, si ritroveranno al Ponte della Musica per giungere dopo 3 km allo stadio.

Al via dalla Farnesina

La Corsa di Miguel partirà davanti al Ministero degli Esteri per raggiungere, attraverso il Ponte Duca D'Aosta, Lungotevere Flaminio. Da lì inizierà il Giro dei Ponti, passando anche nella ciclabile, per poi recuperare il classico tracciato su Ponte Milvio che porterà al Parco del Foro Italico. Gli ultimi 100 metri saranno sul tartan dello Stadio Olimpico, momento che vale ogni singolo passo verso il traguardo. Dal 2018 la corsa fa parte del circuito podistico CorrinTuscia, come prima data del calendario. Il pettorale numero uno andrà all'atleta paralimpico Martin Sharples - capitano del Club Atlético Porteño di San Vincente, storico club di rugby di Buenos Aires - che fu investito da un'auto pirata mentre si recava alla partita subendo l'amputazione della gamba sinistra. Partecipò alla prima edizione e si ripeterà quest'anno. Tra gli atleti di spicco ci saranno Rosaria Console (che ha vinto la gara quattro volte), Layla Soufiane, Said El Outmani, Francesco Bona e Michele Fontana. La bella notizia di questa edizione è il record assoluto di iscrizioni, 5.952 iscritti tesserati Fidal per la 10 km competitiva, e sold out dell'ultimo minuto anche per la non competitiva sulla stessa distanza. L'unica possibilità per trovare il prezioso pettorale è provare nelle edicole "di Miguel" che permettevano l'iscrizione alla gara. Al Villaggio di Miguel e, domenica, allo Stadio dei Marmi e sul Ponte della Musica, rimarranno aperte le iscrizioni alla Strantirazzismo di 3,5 km.