Simonelli: "Derby da evitare nelle ultime giornate di campionato"
Il presidente della Lega Serie A ha parlato ai microfoni di Rai Radio 1: "Si giocherà una partita all'estero, è un sacrificio che può tornare utile"
(Account X Mirko Nicolino )
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, è intervenuto ai microfoni di "Radio Anch'io Lo Sport" su Rai Radio 1 e ha commentato le recenti vicende del campionato, appena concluso. "Sicuramente i derby nelle ultime giornate sono una cosa di cui dovremo tener conto nel dare le oltre 400 variabili nella preparazione del calendario. È un parametro che inseriremo - ha detto -. Si può sempre migliorare. Il fatto di avere il derby in contemporanea con la finale degli Internazionali d'Italia ha dato qualche problema".
"Il campionato mi è sembrato molto combattuto e bello. Il bilancio è stato positivo, rovinato da questo finale di campionato ieri a Torino che tutti avremmo voluto evitare - il suo riferimento agli scontri avvenuti ieri nel pre-partita di Torino-Juventus - . Credo sia surreale che una parte minoritaria di tifosi si arroghi il diritto di decidere se far continuare o meno la partita. Non ho mai capito la sudditanza psicologica che i club e i calciatori hanno nei confronti delle curve. Trovo fuori luogo e inopportuno il gesto di riverenza che spesso le squadre fanno andando a salutare sotto la curva i tifosi".
Inoltre, Simonelli ha commentato anche l'ipotesi della riduzione del campionato a 18 squadre: "Ci sono fautori del campionato a 18 e altri della permanenza a 20. Ognuno ha la sua opinione, ad esempio il presidente del Napoli De Laurentiis lo vorrebbe a 16. Ricordo sempre che un'eventuale modifica del format può passare solo attraverso un accordo con tutte le altre componenti, a livello federale". "La data dovrebbe essere il 22 o il 23 dicembre - ha aggiunto parlando della Supercoppa italiana -. Sulla località stiamo ancora valutando. Quest'anno non abbiamo la finestra in Arabia Saudita, perché ci saranno i Giochi Asiatici. Non ci sono altre ipotesi in quell'area, con le guerre in corso. Oggi decideremo dove".
Infine, sulla possibilità di disputare una partita della Serie A all'estero ha concluso: "Fa parte dei programmi codificati anche da Uefa e Fifa, quindi si può fare e lo si farà. So che questa cosa non è così amata dai tifosi e li capisco, però è anche un modo per pubblicizzare il calcio italiano all'estero, con maggiori ricavi dai diritti tv esteri. Un piccolo sacrificio che, se si dovesse fare, può tornare utile".
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