Terremoto Aia, scelto Tommasi nuovo designatore ad interim
Superati a sorpresa Ciampi e Celi. Andrà avanti fino a fine stagione. Oggi il collegio di garanzia al Coni si pronuncia sul ricorso Zappi
(GETTY IMAGES)
Né Maurizio Ciampi né Domenico Celi, entrati in “conclave” papi e usciti cardinali. La spunta Dino Tommasi. «Una scelta legata alla continuità del lavoro svolto - si legge nella nota dell’Aia - e maturata per le importanti doti a livello dirigenziale». Sarà lui il designatore ad interim dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi, cui l’Aia ha ribadito «vicinanza», a seguito dell’avviso di garanzia ricevuto con l’accusa di «frode sportiva» formulata dalla procura di Milano con tre capi di imputazione riguardanti la stagione 2024-25. A Tommasi, che a brevissimo compirà 50 anni, di Bassano del Grappa, membro della Commissione nazionale, 54 presenze in carriera in Serie A, il compito di guidare la classe arbitrale nel finale di stagione. un compito non semplice data la delicatezza del momento.
Per sua fortuna la Serie A ha già detto quasi tutto. Per ora le indagini riguardano solo il mondo arbitrale e non i dirigenti dei club, ma oltre a Rocchi e Gervasoni sono emersi tre nuovi indagati, che fanno salire la conta a cinque. Anche se - riporta l’Ansa - da quanto si è saputo le persone iscritte sarebbero di più, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con “più persone” (al momento con tutta probabilità non note alla Procura, anche per questo si è sviluppata l’indagine). Questa l’ipotesi di reato su cui sta lavorando la Procura di Milano.
Le new entry sono: Daniele Paterna, Var in Udinese-Parma del primo marzo 2025, Luigi Nasca, Var in Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 ma anche in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, e Rodolfo Di Vuolo, Avar nella partita del caso Bastoni-Duda. Cinque, dunque, anche le partite “incriminate”. Per giovedì il sostituto procuratore Ascione ha convocato Rocchi, che sembra orientato ad avvalersi della facoltà di non rispondere e Gervasoni («intenzionato rispondere alle domande dei Pm», secondo il legale). Dopo di che gli atti passerebbero alla procura federale, una giustizia solitamente più rapida dell’ordinaria, per aprire un fascicolo per valutare eventuali nuovi elementi rispetto a quanto già giudicato dopo il primo esposto dell’assistente Rocca da cui tutto è partito.
Intorno all’Aia, però, i problemi sono tutt’altro che risolti. Non solo per l’evidente impatto che il corso della giustizia ordinaria potrà avere ma anche per le tante poltrone importanti vacanti a partire da quella della Figc, con le elezioni calendarizzate al 22 giugno, e con tutti i problemi che hanno investito il presidente dell’Aia stessa, Antonio Zappi. Rocchi, dal canto suo, avrebbe un altro anno di mandato, ma già da un po’, specie dopo l’annata di veleni pubblici e privati, un suo allontanamento non sembrava quotato. Dunque, la corsa è appena iniziata.
Attesa per Zappi
Proprio oggi il Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni si pronuncerà sul ricorso sulle prime due sentenze che hanno coinvolto l’ex presidente dell’Aia, in carica dal dicembre 2024, squalificato il 12 dicembre scorso per 13 mesi, con sentenza del Tribunale federale nazionale in primo e della Corte federale d’Appello in secondo grado. C’è attesa e, lato Zappi, moderata speranza per ribaltare la situazione.
Al numero uno degli arbitri venne contestata la violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva – quella sulla lealtà, correttezza e probità dei tesserati – oltre ad alcuni articoli del Regolamento Aia e del Codice etico della stessa associazione. Ci sarebbero state pressioni esercitate la scorsa estate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, in particolare su Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi che – secondo l’accusa – sarebbero stati spinti alle dimissioni per poi essere sostituiti da Daniele Orsato e Stefano Braschi, indicati anche, specie il primo, come possibili futuri designatori.
Sul commissariamento della Figc, intanto, si spaccano politica e movimento: tra le voci contrarie ieri quelle di Gravina, che ha richiamato il tema dell’autonomia. Commissariare la Figc per legge «viola il principio di autonomia “sancito e tutelato” da Cio, Fifa e Uefa», Abete («non è mai una soluzione» e Ulivieri («non è la via migliore verso le riforme»). Insomma, la primavera è più calda del previsto
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