Var & eventuali

Fabbri a fatica, dubbi sul gol dell’1-0. Palladino, show al contrario

Poco da dire sul secondo gol  della Dea, quello annullato. Gestione dei falli e dei cartellini di Fabbri un po’ ondivaga

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
04 Gennaio 2026 - 07:30

Non entra mai veramente in partita Michael Fabbri di Ravenna in un’Atalanta-Roma complicata e c’era da aspettarselo. Per fortuna, almeno sul secondo gol dell’Atalanta, poi annullato, lo aiuta il Var. Succede molto, o quasi tutto, nei 53 minuti, al netto del maxi recupero necessario dopo le lunghe revisioni per gli episodi, del primo tempo. 

Mai come in questa occasione torna l’unica certezza di questo periodo grigio del calcio tecnologico e dell’arbitraggio: continua a valere tutto, perché vige il principio dell’interpretazione. Sarà per questo che il match analyst di Dazn Luca Marelli esordisce così sul gol di Scalvini, quello convalidato, che decide la gara: «Ci sono tante opinioni e sono tutte legittime ma non vincolanti. Per me è da annullare». In attesa di Rocchi. Partiamo da qui, allora, e dalla review sul gol al 12’ di Scalvini: sul calcio d’angolo di Ederson il difensore dell’Atalanta salta, Rensch non salta e infila una mano tra le braccia di Svilar, che si fa “bucare” dal pallone, Scalvini gli mette le mani in testa mentre la palla è ancora contesa e prima con il petto e poi con il braccio (come vedete nella foto accanto, esattamente con la parte subito sotto la spalla, la prima punibile) spinge in rete il pallone. «Quando tocchi il portiere in area è fallo», dirà Svilar nel post partita.

Opinabile, ormai, nell’era del vale tutto: infatti lo stesso Fabbri, nel finale, fischia a Mancini un fallo per un tocco lieve  su Carnesecchi, che neanche perde il possesso del pallone. Ma niente ofr necessaria, secondo Maresca e Di Paolo, che evidentemente non giudicano punibile, o non vedono, neanche il tocco con il braccio di Scalvini. 
Poco da dire sul secondo gol  della Dea, quello annullato: Scamacca sul lancio dalla difesa parte in posizione di fuorigioco prima di contendere, un secondo e tre decimi dopo, nell’immediatezza quindi, il pallone a Hermoso che sbaglia lo stop e poi andare a segnare poco dopo. Calcio o calcio moderno, that’s it. 
Gestione dei falli e dei cartellini di Fabbri un po’ ondivaga: grazia Zalewski nel primo tempo e Cristante nel secondo, esagera un po’ su Hermoso (che salterà, come Mancini, ammonito anche lui, la gara di Lecce). Clemente con Palladino, invece, per lo show al contrario in panchina, solo ammonito. Abbiamo visto di meno, ma di peggio. Ricordate Gasp a Cremona?

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