Punto e virgola

Pellegrini, Dybala e gli altri, nomi non fatti a caso

D’Amico ha individuato subito le stelle polari del romanismo. C’è margine per volare alto, molto più su di certe piccole provocazioni

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
03 Settembre 2026 - 06:30

Non è l’ambiente giusto, il calcio, né la città, Roma, per poter impunemente scrivere su un giornale che la Roma quest’anno si porta dietro un’aura magica che potrebbe portare a vivere presto un sogno, e si è vista sin dalle prime due giornate ed è figlia di un’impostazione di società e di un mercato che non sono stati lasciati al caso. Dunque, non diremo, né scriveremo, che le vibrazioni che arrivano oggi da Trigoria portano ad illuminare una chiarissima direzione. Ma possiamo limitarci a dire, e a scrivere, che almeno è piuttosto condivisa la netta percezione che finalmente si stanno facendo le cose per bene, e per questo si dovrebbe volare anche molto più alto di quanto a volte si fa nel chiuso di una sala stampa. La conferenza di ieri di Tony D’Amico - un simpatico guaglione che somiglia a Cappioli e parla con quell’inflessione dialettale abruzzese che intinge nell’ironia ogni frase, spesso a sua insaputa - ha confermato quelle sensazioni, e anche quanto a volte si voli basso. I nomi fatti di Dybala, Pellegrini, Mancini, Cristante non sono stati buttati a caso, ad esempio. Sono loro, infatti, i primi firmatari di quel manifesto di incosciente ottimismo che porta il faccione di Gian Piero Gasperini. Sono stati loro i garanti di questa operazione, quelli della banda del sesto posto, quello dalle caviglie fragili e l’umore alterno, quelli che, in un certo tipo di di vulgata, stavano affossando la Roma con la loro stessa presenza, e che invece a quanto pare hanno sposato subito il progetto, dimostrando quanto tengano alla Roma, e così trascinando con loro tutti gli altri, tutti in fila dietro a quel maestro di calcio di Gian Piero. 

Con l’acume dell’uomo navigato a certe tempeste, visto che D’Amico si è barcamenato fino a oggi in ambienti dove la pagnotta te la dovevi guadagnare giorno per giorno, e dove alle provocazioni verbali rispondeva spesso accentuando concetti e dialetto, Tony ha volato più alto, individuando subito i punti cardinali del romanismo, le comete che hanno illuminato il percorso di Gasperini quando ancora parte del popolo giallorosso era diffidente. E tutto il resto è gioia, compreso quel Rodrigo Mora che sì, occupa proprio il posto di attaccante sinistro di piede destro, nonostante le sfumature diverse che discendono dalle sue caratteristiche. È stato l’investimento più oneroso della pazza estate che abbiamo vissuto, ed è servito a dare a Gasperini quel che chiedeva da quella parte, un Dybala destro in pratica, ed è arrivato, smentendo la storiella (che qualcuno racconta ancora) che il tecnico abbia chiesto da un anno e mezzo qualcuno che non gli viene dato. Gasp semmai è seccato per i condizionamenti del Fair Play Finanziario perché vuole volare ancora più alto e ha capito che se indica la luna diventa chiara a tutti la direzione. Tranne a quelli che guardano il dito.

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