E non è finita
L'acquisto di Rodrigo Mora è una buonissima notizia. Ma la caccia agli attaccanti continua
(GETTY IMAGES)
Rodrigo Mora alla Roma è una bellissima notizia per i tifosi ma anche un’operazione oggettivamente straordinaria che costringe tutti gli addetti ai lavori a riposizionare più in alto le azioni giallorosse. Perché era dai tempi di Antonio Cassano che il club non investiva cifre rilevanti su un talento così giovane, perché dimostra la vitalità di un club che sul mercato ha puntato solo obiettivi di assoluto profilo (con le difficoltà che comporta a volte sedere a certi tavoli), perché allinea le ambizioni del club con quelle di Gasperini - che, ricordiamolo sempre, ha lasciato la solida, ricca e ben posizionata Atalanta perché riteneva che certi traguardi assoluti le fossero preclusi, e ha scelto la Roma proprio perché ha capito che le potenzialità dei proprietari e della piazza fossero superiori a quelle bergamasche - e perché indica la direzione che si sta seguendo nello sviluppo della squadra. Per restare nell’elite del calcio italiano ed entrare in quella del calcio europeo, all’indubbia solidità conferita da Gasperini bisogna aggiungere il dinamismo e la qualità che solo giocatori di questo profilo garantiscono.
Con la rosa dello scorso anno, l’inventore di Grugliasco ha raggiunto il terzo posto in campionato dovendo fare a meno di Dybala, Soulé, Pellegrini e Malen ciascuno di loro per mezza stagione, avendo dovuto rinunciare per lunghi periodi a Koné ed El Aynaoui e avendo una conflittualità interna con i dirigenti dello scorso anno così accesa da avergli tolto tante energie per risolvere questioni che nell’attività quotidiana di una società di questo livello non dovrebbero neanche essere poste. Non è un caso che Gasperini abbia tirato fuori il massimo delle sue potenzialità con la squadra solo quando quelle conflittualità sono state rimosse.
Ecco perché fa ridere chi in queste settimane ha continuato a dipingere il tecnico arrabbiato per il mancato arrivo dell’attaccante “atteso da un anno”. Gasp ha seguito, appoggiato e condiviso le strategie di ogni singola trattativa, felice di essere coinvolto in tempo reale su tutto. Sa che al posto di El Shaarawy, Venturino e Baldanzi quest’anno avrà Mora e uno tra Fofana ed Endrick (o magari tutti e due?), sa che se Malen avrà il raffreddore potrà mettere in campo Castro, sa che in difesa ha aggiunto esperienza e centimetri, sa che sulle fasce arriverà un altro pezzo forte. Della Roma chiacchierano in tanti, ma sono sempre di meno di quelli che adesso cominciano ad essere preoccupati.
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