Il racconto del 2025-26: Gasp! Gulp! Il decollo è immediato
Da agosto a ottobre si segna poco, ma la difesa è granitica. E in campionato arrivano 7 vittorie nelle prime 9 giornate
(MANCINI)
Come un'impronta sul cemento fresco, la prima Roma di Gasperini lascia tracce di quanto verrà già in estate. Nessuno può saperlo ovviamente, eppure agosto 2025 è per tanti versi un mese profetico. Il tecnico di Grugliasco mostra idee chiare e dispensa sorrisi in quantità decisamente più generose rispetto all'epopea bergamasca, piegando diverse resistenze pregiudiziali. Certo, manca il riscontro della vis agonistica che necessariamente nel periodo deve limitarsi all'impegno amichevole. Eppure più di qualcosa che profuma di "nuova era" comincia a intravedersi.
Agosto si apre con il test francese: avversario il Lens, piegato grazie alle reti della vecchia conoscenza gasperiniana Mancini e di Soulé. L'argentino segue la scia del finale della stagione precedente: effervescente ma più concreto. Il processo di crescita appare vicino al passaggio decisivo. L'allenatore inaugura la seconda fase di ritiro in Inghilterra, al St. George Park, mettendo l'accento sul versante offensivo della creatura che sta plasmando. «Tanto di quello che riusciremo a fare dipenderà dall'attacco», la sintesi delle sue parole. Si cerca con insistenza un esterno sinistro lì davanti e un altro centravanti oltre Ferguson, previa cessione di Dovbyk. Inizia a circolare il nome di Echeverry, talento diciannovenne di proprietà del City, ma il ds Massara deve barcamenarsi fra i soliti paletti finanziari imposti dalla Uefa. Intanto in difesa arriva Ghilardi, altro giovanissimo in luce con le maglie di Verona e Under 21. «È per profili come lui che sono qui», illustra Gasp, che chiarisce anche i criteri per l'assegnazione della fascia di Capitano, in base al numero di presenze. Tradotto: l'infortunato Pellegrini al rientro sarà declassato dietro El Shaarawy e Cristante. Sempre che rientri, col contratto in scadenza e mentre la dirigenza cerca possibili acquirenti per lui.
Il campo intanto concede una battuta d'arresto piuttosto fragorosa, dopo le tre vittorie in altrettanti test senza subire reti: l'Aston Villa di Emery rifila ai giallorossi uno 0-4 difficile da digerire, per quanto poco valga in sé il match. L'ultimo gol degli inglesi porta la firma di Malen: l'impronta sulla stagione delinea il primo inconsapevole bordo. Prima del rientro a Roma, c'è ancora spazio per l'amichevole "in famiglia" con l'Everton. Occasione per una riunione di tutto lo stato maggiore romanista, proprietari in testa, al termine della quale Gasp si dichiara «entusiasta». Sognare è lecito. Il mercato però si chiude senza botto davanti: arriva Bailey ma va ko nel primo giorno di lavoro, mentre il lungo inseguimento a Sancho resta vano e le spine della rosa rischiano di pungere ancora: alla vigilia dell'esordio in campionato il tecnico distribuisce le responsabilità. «Non c'è una situazione così chiara, la società non vuole prolungare il contratto di Pellegrini ma lui ha bisogno di giocare. Non ho la sfera di cristallo e non so quale sarà il futuro di Dovbyk. In questa fase il mercato è imprevedibile, ma avrei preferito una rosa più completa».
Si fa sul serio
Il 23 agosto la Roma apre la sua stagione ricevendo il Bologna che ha stupito tutti nelle due precedenti. La prima mezz'ora è quasi da stropicciarsi gli occhi: ancora non siamo ai livelli delle cavallette impazzite del decennio atalantino, ma il ritmo imposto dai giallorossi sembra presagire qualcosa di simile in tempi brevi. La gara è tosta e la risolve Wesley, il laterale chiesto con insistenza da Gian Piero e ottenuto dopo un'estenuante trattativa col Flamengo. L'abbraccio che gli riserva Dybala dalla panchina è autentico e scaccia ogni pensiero malizioso indotto da qualcuno sull'effettivo legame di Paulo alla Roma. Ottima la prima.
Una settimana dopo si va a Pisa: tocca alla Joya entrare a gara in corso e cambiarla. Il trio con Ferguson e Soulé funziona e confeziona la rete vincente firmata da Mati, che basta a chiudere i giochi, ancora con Svilar immacolato. La sessione di trattative non porta altri giocatori in dotazione nonostante i tentativi in extremis di Massara. E dopo la sosta si ricomincia. All'Olimpico arriva il Torino: il caldo torrido inibisce il calcio dinamico di Gasp, ma è l'attacco che palesa i primi problemi veri. I due centravanti di ruolo sono in panchina, l'allenatore opta per il tridente leggero, che non punge. Ma quando entra l'irlandese la musica non cambia e alla fine i granata portano via tre punti inopinati. Il primo stop arriva proprio nella settimana che porta al derby.
Nella sfida più sentita però Gian Piero rispolvera Pellegrini e Lollo ringrazia col pezzo forte della casa: gol che indirizza la vittoria, di pregevole fattura e sotto la Nord. Per la quarta volta. Ancora una volta al fischio finale è 1-0, ma basta e avanza per esultare sotto la Curva giusta alla fine. Tre giorni dopo si torna in campo per il debutto europeo a Nizza. La fase campionato non si presenta semplicissima da calendario, ma il tecnico aggiusta la mira collettiva: «Non è necessario arrivare fra le prime otto, due partite in più non sarebbero un dramma». Ci pensa la coppia centrale a rimandare la questione, realizzando l'uno-due che manda al tappeto i francesi. Finisce 2-1, si continua a vincere. E siccome non c'è due senza tre, la settimana si chiude con un altro successo, in casa contro il Verona. Per la prima volta il match termina con due reti di scarto: le griffe di Dovbyk e Soulé sembrano indicare la rinascita del reparto offensivo, eppure mai come con l'Hellas la Roma soffre per centrare i tre punti. E subito dopo cade col Lille, ancora all'Olimpico, nel modo più beffardo. Sotto da inizio gara, spreca diverse opportunità e nei minuti finali proprio gli ultimi marcatori in campionato falliscono per tre volte (due Artem, una Mati) il rigore concesso.
L'occasione del riscatto arriva prima della sosta del campionato, sul campo sempre ostile di Firenze. Le premesse sono di segno opposto: Angeliño è improvvisamente depennato dai convocati, ma i rivali sono in crisi nera. I giallorossi ne approfittano e dominano, anche se la gara inizia in salita col vantaggio viola. Cristante e Soulé - ancora lui - ribaltano il risultato già nel primo tempo, poi si chiude in pieno controllo. La pausa per le nazionali può essere affrontata con l'umore più appropriato. Al ritorno è previsto il primo vero big match stagionale, in casa contro l'Inter bestia nera di Gasp, che per limitare Dumfries dirotta Wesley a sinistra. L'accorgimento funziona, anche se una disattenzione difensiva iniziale spiana il vantaggio nerazzurro. La Roma però ha il piglio della grande e mette alle corde la squadra di Chivu. Il punteggio non varia dallo 0-1, ma è bugiardo. Un ko molto più preoccupante arriva in Europa, per mano del modesto Viktoria Plzen e sempre all'Olimpico. Qualcuno comincia a borbottare, ma la strada per l'immediato riscatto passa dalla via Emilia: al Mapei prima, poi in casa col Parma, arrivano sei punti. Col Sassuolo la decide un sontuoso Dybala, coi ducali dopo una strigliata pubblica di Gasp a Ferguson e l'infortunio immediato dell'irlandese, ci pensano Hermoso e Dovbyk a indirizzarla: il 2-1 finale ci tiene in vetta col Napoli. Mica male.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE