La stagione è ormai conclusa e quindi tiriamo le somme sullo stato del nostro tifo. Stando al sito stadiapostcards.com, gli abbonamenti stagionali sono stati 21.973 e la media presenze è stata di 37.450 spettatori a partita. Come numero di abbonati siamo dietro il Milan (32.213), la Juventus (29.300) e probabilmente anche l'Inter, che non ha comunicato il numero dei suoi fidelizzati. Come numero di presenze a partita siamo dietro Inter (57.129), Milan (52.690), Napoli (43.050) e Juventus (39.316), mentre stacchiamo di circa 7.000 unità quegli altri. Siamo quinti ormai dal 2015-16, quando nel 2014-15 eravamo primi e negli anni precedenti per lo meno terzi.

Converrete con me che molto ancora c'è da fare. Si è avuta una crescita di presenze – quasi 4.500 in più a partita - rispetto alla scorsa stagione anche grazie alla rimozione di quelle maledette barriere, ma è certamente inaccettabile finire dietro un Milan da poco più di mezza classifica. A breve riaprirà la campagna abbonamenti, che ci vedrà di nuovo sottoposti al supplizio dello Stadio Olimpico, luogo decisamente inospitale per visibilità - intesa come lontananza dal campo -, sempre per visibilità - intesa come tabelloni pubblicitari luminosi che impediscono di vedere il pallone -, per tentativo di soppressione del tifo da parte della locale Questura, intesa come multe e diffide per i lanciacori e, last but non the least,  prezzi.

La visibilità non è migliorabile e i tabelloni sono destinati a rimanere, quindi mettiamoci l'anima in pace. Per quanto riguarda le multe mirate, speriamo pensino alle cose serie. Comunque sia, nel frattempo è stato rinviato al 2 luglio il giudizio davanti al Tar del Lazio sulla legittimità della diffida per "doppia multa": sono fiducioso sull'accoglimento del ricorso. Per ciò che concerne i prezzi, invece, si è vista la politica – parzialmente corretta – adottata dalla Roma. Perché dico parzialmente? Perché per quanto sopra scritto, e fermo restando la corretta valorizzazione di chi si è abbonato e con riferimento ai prezzi praticati ai non abbonati, la Roma non può dimenticare che gli spalti sono una porcilaia (invito la società giallorossa a verificare lo stato dei seggiolini, per dirne una), che la partita dalle curve non si vede, che non è più divertente come una volta andare allo stadio senza avere un tifo colorato e che nei Paesi che amano il calcio i prezzi sono stati calmierati, con servizi nettamente superiori a quelli oggi offerti da noi.

Ciò detto: abbonatevi. Anche solo alle curve, ma abbonatevi. Non tiriamo fuori la storia dei trecento euro tutti insieme perché non regge. Ci può essere chi non ha un euro, e ci mancherebbe, però quella persona non va manco al pub il venerdì sera, non fa le seratine, non si concede nulla. Vedendo anche solo 10 partite su 19 (il calendario vede partite "spalmate" anche per il Milan, l'Inter, il Napoli e la Juve no?), ci si è rifatti del prezzo dell'abbonamento. Non avrete la rottura di scatole di dover comprare sempre il biglietto e non dovrete fare nottate per esercitare le prelazioni se la nostra Roma dovesse andare avanti nella Coppa, quella maggiore. Basta mettere da parte 80 centesimi al giorno e in un anno al prezzo di abbonamento di una curva ci si arriva. Se la Roma è sopra tutto, lo deve essere realmente: un caffè in meno, un abbonamento in più, mica ci vuole tanto. Se poi ci siamo imborghesiti, è un altro discorso.