Ho ricevuto decine di messaggi di tifosi delusi per le modalità di vendita dei biglietti per Roma-Liverpool, tra disfunzioni tecniche e nottate all'aperto. Andiamo per gradi. Chi è abbonato non ha faticato per prenderli. Anche se non si va a tutte le partite l'abbonamento conviene purché si assista ad almeno dieci partite su diciannove. E i biglietti poi costano meno e li hai in prelazione. Detto questo, e pur tenendo conto dei tempi ristretti, si potrebbe pensare, per il futuro, a una prelazione riservata non solo a chi ha abbonamento stagionale o Champions, ma anche - come avviene per le trasferte europee - a chi ha assistito ad almeno 5/6/7/8 partite in casa: i biglietti sono nominativi e non c'è neanche bisogno di "marcarli" con il pennarello nero, basta presentarli in biglietteria. In questo modo, ovviamente i tifosi più fedeli, anche non necessariamente abbonati, vengono premiati e le file si riducono.

In secondo luogo, se l'auspicio è quello di una semifinale di Champions non ogni 34 anni ma ogni 3-4 anni, allora è necessario un servizio che sia all'altezza, anche nelle partnership. Già è difficile capire come facciano decine di siti di secondary ticketing ad avere i biglietti, ma la comprensibilità è ancor minore se vi è un sistema che si blocca ogni dieci minuti. In ogni caso, già diversi anni fa avevo elaborato uno schema che consente di evitare tutto questo, anche per le partite in trasferta come Liverpool-Roma.  Se di tessera si deve parlare, infatti, allora si deve considerare una tessera PER il tifoso e non DEL tifoso. E si deve cercare di contemplare un po' tutto. Ad esempio, io – come molti altri - sono abbonato da diversi decenni ma, crescendo, non ho avuto più ovviamente la possibilità di seguire la Roma all'estero come un tempo, e quindi niente Liverpool-Roma. Credo sia quindi necessario creare una semplicissima tessera a punti, come ne esistono per i carburanti o i supermercati, su cui ogni acquisto di biglietto, per le partite in casa o in trasferta, abbia un punteggio che consenta di creare una graduatoria che sia meritocratica, attuale ma anche storica. Ad esempio: l'abbonamento stagionale vale 190 punti, un biglietto per una partita in casa vale 10, per una trasferta italiana 20, per una trasferta internazionale 40. Questo consentirebbe di creare automaticamente una prelazione e, tramite l'inserimento dei dati della tessera, permetterebbe ai romanisti maggiormente frequentatori degli stadi di avere la giusta priorità per l'acquisto, anche su internet. Immagino che la Roma abbia anche un database dei propri abbonati e che quindi sia possibile fissare un punto zero da cui partire anche per ricostruire la storicità del tifoso. Un sistema ancor più corretto potrebbe introdurre anche un coefficiente correttivo in base all'età, in modo da non svantaggiare i giovani tifosi.

Insomma, io credo che con questo sistema si creerebbe veramente una piattaforma corretta di soggetti fidelizzati, e che così - come accaduto - non possa avvenire che un tifoso dell'Inter cui non interessa nulla della Roma possa acquistare un biglietto per via di un fortunato click su una piattaforma accessibile a tutti. Nel 2018 la tecnologia ci aiuta con gli acquisti on line, ma è fondamentale introdurre un sistema simile per evitare che i tifosi della Roma si vaporizzino nel web o in una fila. Detto questo, un altro suggerimento. Molte persone non sanno che la patente non è un documento. In occasione di un Roma-Genoa che ha visto sempre i soliti allo stadio, la comoda ricevitoria dell'ex ostello non vendeva i biglietti ai tifosi della Roma che avevano solo la patente, e ciò perché il solito incomprensibile divieto di partecipare all'evento per i tifosi genoani residenti in Liguria ha reso ogni Romanista patentato un potenziale genoano kamikaze. Roma-Genoa è capitata male per la biglietteria, mi rendo conto, ma bisognerà ricordarsi di avvisare i tifosi della Roma che quando ci sono partite a fruibilità limitata è necessaria la carta di identità, altrimenti il tifoso occasionale potenziale futuro cliente non tornerà più e già mercoledì ne abbiamo persi diversi.