Oggi, pensando a domani
Gasperini ci ha portati, e ci sta portando, a non chiederci chi affronteremo ma quando. Perché non vediamo l’ora di veder giocare, e sostenere, la ROMA
(GETTY IMAGES)
Quanti di noi avrebbero accettato se, questa estate, ci avessero proposto di ritrovarci al 7 novembre avendo perso solamente due partite?
Contro il Real Madrid – a proposito: è alla settima vittoria consecutiva tra Liga e Champions… – e a Manchester, tra l’altro. Dopo aver dominato conquistando, in entrambe le occasioni, un doppio vantaggio sfumato solamente per delle distrazioni avulse dalle dinamiche di gioco o, peggio ancora, per delle decisioni arbitrali al limite del taylorismo.
Acqua passata.
Da ricordare, certo: perché se ai Gil Manzano non c’è rimedio, ai momenti down sì. Perciò bisogna migliorare ancora, fosse anche solo a livello di concentrazione. Ma sempre tenendo presente la domanda iniziale perché la risposta è sì: avremmo accettato, tutti. Con entusiasmo. Perché avevamo passato il mercato a lamentarci dei buchi lasciati in rosa e quei buchi ci sono ancora ma, nonostante tutto, c’è la ROMA: dominante, mai rassegnata e piena di risorse fisiche, emotive e tattiche.
Merito dei calciatori. E, il soprattutto scegliete voi se mettercelo o meno, di mister Gasperini.
Lo considero alla stregua di quei top player che arrivano in una squadra e le cambiano i connotati. È proprio quello che ha fatto dal giorno del suo arrivo e che, in questa stagione, sta continuando a fare. Chiaro: Svilar, Wesley, Koné, Soulé e Malen – uniti a tutti gli altri calciatori di livello – sono un patrimonio su cui costruire successi ma l’allenatore piemontese rappresenta la causa e l’effetto stesso di questa evoluzione che la società ha il dovere, non voglio chiamarlo obbligo perché questa parola associata alla ROMA non mi piace proprio, di assecondare.
Già da gennaio.
Perché mancano due-tre tasselli e perché quando ci si rende conto che certi sogni si possono realizzare… sarebbe delittuoso svegliarci delusi e rimuginare su quello che poteva essere e non è stato. Gasperini ci ha portati, e ci sta portando, a non chiederci chi affronteremo ma quando. Perché non vediamo l’ora di veder giocare, e sostenere, la ROMA.
A cominciare da questa sera contro il Sassuolo: VINCI ANCORA!
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