300 volte solo con te
Contro il Sassuolo all’Olimpico, la Roma di Rudi Garcia non va oltre il 2-2. Ma quella partita passa alla storia per il trecentesimo gol di Totti con la maglia giallorossa
(GETTY IMAGES)
In fondo, anche il millesimo gol di Pelè non fu un granché. Il 19 novembre 1969 durante Santos-Vasco da Gama “O’ Rey” realizzò un gol su un calcio di rigore molto generoso, tirandolo neanche tanto bene. Poi ci fu l’invasione di campo e fu portato in trionfo per il traguardo raggiunto. Il tutto dopo una carriera strepitosa, piena di gol magnifici. Non è certo tra i più belli neanche il gol di Totti realizzato al 36’ del primo tempo di Roma-Sassuolo, il 20 settembre 2015. A quasi 39 anni, con la Roma che sta perdendo 1-0 per un gol di Defrel, il capitano si ritrova tra i piedi un pallone frutto di un rinvio sbagliato di Consigli sui piedi di Florenzi. Quasi sorpreso, non colpisce neanche tanto bene, ma il portiere del Sassuolo è finito già per terra, nel tentativo di ostacolarlo, e così, dopo quel tocco sporco, la palla lentamente rimbalza fino alla porta, dando alla Roma il gol del pareggio.
Totti resta fermo, alza le braccia al cielo, riceve l’abbraccio dei compagni e poi, rientrando verso il centrocampo, fa “tre” con la mano. Il gesto è rivolto alla famiglia in tribuna e infatti poco dopo i figli, che sono ancora due, mostrano con orgoglio la maglia con il numero “300” e la scritta “Grazie papà”. Trecento (volte, solo con te, si potrebbe dire ricordando il 107, gol che gli valse il sorpasso su Pruzzo realizzato nel 2004 al Parma, nella stessa porta). Un momento vissuto quasi con imbarazzo, per un gol sghembo, in sospetto fuorigioco e regalato da un’incertezza del portiere avversario. Un gol arrivato a salvare momentaneamente una situazione non bellissima, perché il Sassuolo stava giocando meglio. E infatti poi la Roma non sarebbe riuscita a vincere. «Trecento è un bel numero – dirà Totti a fine partita – ma avrei preferito che la Roma avesse vinto. Sono veramente contento solo quando la Roma vince». Già, perché il Sassuolo, arrivato imbattuto a quella partita dell’ottava giornata di campionato, sarebbe poi tornato in vantaggio con un gol di Politano. Attenzione, quello è stato il miglior Sassuolo di sempre, capace di chiudere il campionato al sesto posto e di trovare una incredibile qualificazione europea.
La Roma avrebbe trovato il pareggio con Salah in apertura di secondo tempo per poi vedersi negata la possibilità di vincere dall’arbitro Davide Massa, che avrebbe ignorato incredibilmente un clamoroso fallo di Peluso su Rudiger in area di rigore a un minuto dalla fine. Rudiger avrebbe poi parlato proprio di Totti. «Auguri al nostro capitano per il gol numero 300! Che spettacolo, grande rispetto!». Massa invece negli anni successivi ne avrebbe combinate altre, il fischietto genovese, ma non è questa la sede per ricordarle.
Il tutto avviene con poco più di 36mila spettatori, quasi normali per l’epoca, incredibile a pensarci oggi, nell’era del sold-out perenne, e una Curva Sud silenziosa e non ancora semideserta, come sarebbe diventata dalla partita casalinga successiva contro il Carpi, per protesta contro le famigerate barriere volute dall’allora prefetto Franco Gabrielli. Qualcuno già quel giorno rimase fuori a protestare e si prese il Daspo. Andò così, 7686 giorni dopo il primo gol realizzato al Foggia il 4 settembre 1994. Va anche detto che in quei primi anni di Sassuolo in Serie A affrontare i neroverdi a Roma non era affatto facile. Fu il terzo pareggio consecutivo, dopo l’1-1 del 2013 raggiunto dalla squadra di Di Francesco grazie a un gol di Berardi al 94’, ma viziato da un rigore non concesso su Ljajic e il 2-2 del 2014 rimontando due gol in inferiorità numerica (espulsione di De Rossi) proprio con una doppietta di Ljajic e sempre al 94’. Il paradosso di quel periodo era che la Roma vinceva facilmente a Reggio Emilia, ma faticava sempre in casa. La storia sarebbe cambiata l’anno dopo, il 19 marzo 2017, con un 3-1 firmato da Paredes, Salah e Dzeko.
Poco più di un mese prima, in Coppa Italia contro il Cesena, Totti aveva segnato quello che forse ancora non immaginava essere il suo ultimo gol. Su calcio di rigore all’ultimo secondo, come se fosse un rigore calciato al Mondiale contro l’Australia. Era il settimo gol dopo il trecentesimo realizzato in un 20 settembre 2015 che probabilmente avremmo già dimenticato se non fosse stato per quel traguardo. Perché in fondo, Totti è stato anche questo: uno straordinario fuoriclasse che ha avuto il potere di rendere indimenticabili tantissimi momenti della nostra vita.
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