Non è andata Malen
Poteva essere un rimpianto, invece, chiusa una porta, si è aperto un portone. A gennaio il mancato arrivo di Raspadori. Ora Gasperini si gode il suo diamante in attacco
(GETTY IMAGES)
«E se ti lascia lo sai che si fa? Trovi un altro più bello... che problemi non ha», cantava Raffaella Carrà. Il verso della canzone della celebre icona pop si addice perfettamente a quanto successo nella Roma a metà gennaio: il mancato arrivo di Giacomo Raspadori e il conseguente approdo nella Capitale di Donyell Malen. Una sliding door che ha cambiato inesorabilmente le sorti della squadra di Gasperini in questa seconda metà di stagione. Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo cosa è accaduto.
Il 18 dicembre esce la notizia dell’apertura dell’Atletico Madrid al prestito con diritto di riscatto dell’ex Napoli. Trasferimento che sarebbe stato possibile già nei primi giorni del nuovo anno, peccato che - tra voli di Massara verso la Spagna, con il ds forte dell’accordo raggiunto sia con il club che con gli agenti di Raspadori - il sì del giocatore si fa attendere. Ha inizio il 2026, e con esso anche il mercato, eppure col passare dei giorni la situazione resta la stessa: si arriva al 10 gennaio, e l’ultimo atto rimane ancora appeso alla volontà del giocatore. «Trattativa in via di definizione, plausibile si decida nella giornata di domani», afferma Massara nel pre-partita di Roma-Sassuolo; eppure non proprio il giorno seguente, ma 72 ore dopo, Raspadori accetta clamorosamente l’offerta dell’Atalanta - che aveva tentato l’inserimento last-minute - e vola verso Bergamo: «La cosa più importante è stata avere questa opportunità in un club così importante e con un’ambizione grandissima», sono le prime parole del calciatore. Un po’ di rammarico, certamente, nel veder svanire in così poco una trattativa durata quasi un mese (26 giorni, per la precisione). La sera stessa, però, i tifosi romanisti possono consolarsi con l’arrivo del giovane talento Robinio Vaz e, solo 24 ore dopo, di Donyell Malen. Le tempistiche qui sono fondamentali, con l’Atletico Madrid interessato ad offrire all’Aston Villa i soldi appena guadagnati dalla Dea, proprio grazie alla cessione di Raspadori, per accaparrarsi l’attaccante olandese. Il club inglese chiude invece con la Roma il trasferimento del giocatore, sulla base di un prestito con obbligo condizionato alla qualificazione in Champions League e al 50% delle presenze.
Sul quarto posto i giallorossi sono ancora all’opera, ma il secondo fattore è già incontrovertibile: con le ultime sei partite alle porte, in Serie A l’olandese ha già totalizzato 12 presenze - tutte da titolare - con 10 gol. Tra Europa League e campionato Gasperini non ne ha mai fatto a meno. Ma d’altronde è difficile privarsi di un centravanti che si ritrova in cima alla lista dei migliori capocannonieri dei top 5 campionati europei dal mese di gennaio: soltanto Kane nel Bayern Monaco ha fatto meglio di lui con 11 reti. Con il 90% dei minuti giocati in Serie A, il numero 14 ha guidato - nonostante tutte le defezioni - l’attacco della Roma, e se il sogno Champions non è svanito, gran parte del merito va sicuramente a lui.
Avremmo potuto dire lo stesso se al posto di Malen la sera del 14 gennaio a Ciampino fosse arrivato Raspadori? Probabilmente no, perché i numeri del calciatore italiano parlano chiaro: 7 presenze in campionato (di cui soltanto 2 da titolare), 2 gol e un assist, con il 31% dei minuti giocati. Tra i motivi dello scarso utilizzo c’è ovviamente l’infortunio rimediato nel corso della gara all’Olimpico contro la Lazio, arrivato tra l’altro a sostituzioni esaurite, costringendo l’Atalanta a giocare in inferiorità numerica negli ultimi minuti. Una lesione di primo grado al bicipite femorale sinistro che ha costretto l’attaccante a rimanere fuori dal 15 febbraio al 16 marzo, per un totale di 29 giorni e 8 partite saltate. Una potenziale assenza che la Roma - con gran parte del reparto offensivo ai box - non si sarebbe potuta permettere.
Si è chiusa una porta, ma si è aperto un portone. Così Gasperini si gode il suo diamante senza alcun rimpianto, mentre Massara ha già rassicurato i tifosi che ci sono i presupposti affinché il suo riscatto avvenga e il giocatore resti nella Capitale a lungo. Il tecnico in tempi di mercato aveva affermato: «Non ho mai parlato con Raspadori, ma con Malen sì». Col senno di poi, Mister, possiamo dire che non è andata poi così Malen.
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