A Piazza Testaccio 30, davanti al Bar dei Fratelli Capone, che ha ospitato i redattori de "Il Romanista" in occasione della serata, abbiamo intervistato il nuovo presidente del Roma Club Testaccio, Leonardo Starace.

«Festeggiamo i nostri primi cinquant'anni, sono le nostre nozze d'oro. Per me la costruzione di questa festa rappresenta sicuramente una gioia maggiore perché mi sono insediato nel ruolo di presidente del Roma Club Testaccio soltanto circa cinque mesi fa. Ci siamo ringiovaniti e rinnovati notevolmente, stiamo cercando di apportare tante novità e presto sentirete di nuovo parlare di noi. Siamo orgogliosi di aver portato in questa città, in questo quartiere e soprattutto in questa piazza questa spettacolare festa romana e romanista. Una folla del genere non l'avremmo mai immaginata nemmeno nelle nostre più grandi fantasie: già dai primi minuti dell'evento abbiamo visto tantissima gente, la piazza ci ha messo pochissimo a popolarsi di gente, se è stata una serata emozionante e divertente lo dobbiamo anche a loro».

Starace ci ha spiegato anche i dettagli organizzativi che si celano dietro a un evento del genere: «Quando abbiamo immaginato la festa? Non appena ci siamo insediati abbiamo saputo che il 4 ottobre si sarebbe celebrato il cinquantesimo anniversario di un club storico come il nostro e ci è venuta la scintilla. E poi diciamolo, a noi romani ci piace tanto festeggiare, anche quando non vinciamo niente. Ci siamo messi subito in moto, abbiamo organizzato tutti i particolari in soli tre mesi e mezzo e nonostante lo scarso tempo a disposizione siamo ampiamente soddisfatti del risultato. Siamo felici delle sorprese di stasera, siamo entusiasti della presenza di calciatori importanti del passato giallorosso come Aldair, Nela, Candela e Giannini ma soprattutto di parte della dirigenza della società, con la rappresentanza dell'amministratore delegato Guido Fienga e di Morgan De Sanctis. Non ci aspettavamo questo feedback che ha manifestato la Roma, ci ha fatto molto piacere ed è stata una grande sorpresa. Fonseca? Spero che al Mister gli abbiano parlato della storia di Testaccio, gli auguro veramente di inserirsi al più presto nelle svariate realtà romane. Anche se tutto il tifo romano è caldo e particolare, qui a Testaccio c'è il cuore di questa realtà, qui c'è il battito cardiaco del tifo romanista, è questa Roma, quella vera. E stasera l'abbiamo fatta vivere».