C'è il sole e fa caldo a Empoli, il 16 ottobre 2005, eppure i tifosi romanisti che si sono recati quel giorno al "Castellani" percepiscono una pesante nube sulle loro teste. È un pomeriggio triste per chiunque porti il giallo e il rosso nel cuore: quattro giorni prima è venuta a mancare a 74 anni la signora Luisa, Luisa Petrucci, che per una vita ha accompagnato la Roma con il suo celebre ombrello. Una sorta di seconda mamma per molti abitudinari della Curva Sud e non solo: lei, con i suoi occhiali spessi e la borsa sempre a tracolla, ha tenuto a battesimo intere generazioni di romanisti.  Il suo sorriso non c'è più, quel pomeriggio a Empoli, ma i tifosi non possono dimenticarla: nel settore viene srotolato uno striscione che recita «Curva Sud Luisa Petrucci».

 

Ce n'è un altro, invece, in cui compare soltanto il suo nome di battesimo, corredato da quell'ombrello giallorosso che Luisa portava sempre con sé: uno scudo, più che un ombrello, per proteggere la Roma e i romanisti, come solo una mamma potrebbe fare. Nella commozione generale, la Roma perde 1-0, gol di Tavano: di lì a poche settimane la squadra comincerà a girare e riuscirà a inanellare undici vittorie consecutive. In panchina c'è un tecnico toscano, Luciano Spalletti, nato a pochi chilometri da Empoli e che proprio con la squadra azzurra ha esordito in Serie A da allenatore. Guarda caso, proprio contro la Roma.

La prima di Spalletti

L'esordio della prima Roma di Zeman coincide con quello di Spalletti nel massimo campionato: il 31 agosto 1997 si gioca in campo neutro al "Franchi" di Firenze e, dopo aver ottenuto la promozione, Luciano e i suoi vogliono confermarsi anche in Serie A. Ma il debutto sorride ai giallorossi: Delvecchio al 3' segna la prima rete del campionato, pareggio toscano al 16' con Cappellini. Nella ripresa è Abel Balbo a regalarci i tre punti con una doppietta che fissa il punteggio sull'1-3. Quel giorno esordisce in Serie A con la Roma Eusebio Di Francesco, che oggi invece guiderà i giallorossi da bordocampo. Nella fila degli avversari militano invece Daniele Baldini (che in futuro sarà collaboratore di Spalletti) e Max Tonetto, che di lì a qualche anno vestirà la nostra maglia. Lo stesso risultato ottenuto dall'allenatore di Certaldo nove anni più tardi, esattamente il 27 febbraio 2016, nella sua seconda esperienza all'ombra del Colosseo. Stavolta siede sulla panchina giallorossa e centra il successo. Chiamato per sostituire Rudi Garcia, Spalletti parte con un pari e una sconfitta, quindi ottiene otto vittorie consecutive. La sesta delle quali arriva ad Empoli: il protagonista della serata è Stephan El Shaarawy, autore di due gol che aprono e chiudono il match. Momentaneo pareggio toscano con l'autogol di Zukanovic, quindi Pjanic e il Faraone mettono in cassaforte i tre punti e permettono ai circa quattromila tifosi giunti dalla Capitale di fare festa.

Cucchiaio per il dessert

In vista dell'abbuffata natalizia, il 20 dicembre 2003 Francesco Totti ci regala un cucchiaio da dessert, una vera delizia da leccarsi i baffi e che conferma la Roma in testa alla classifica. Contro l'Empoli di Attilio Perotti la leggenda giallorossa apre le danze con un calcio di rigore al 23'. Quindi, subito prima dell'intervallo, confeziona uno dei gol più belli della sua carriera per il definitivo 0-2. È Cassano a dare il "la" all'azione, partendo dalla sinistra: dopo aver vinto un contrasto, cambia gioco dalla parte opposta, dove vede un Totti libero di puntare la porta. Il Dieci fa tre passi, si aggiusta il pallone e dal limite dell'area inventa un mezzo interno-piatto col destro che scavalca Bucci (colto fuori dai pali) e si insacca proprio all'incrocio dei pali. Un vero e proprio cioccolatino realizzato con il suo marchio di fabbrica, che manda in delirio tutti i tifosi giallorossi e mette in cassaforte il risultato.