«La Champions della Roma comincia alla seconda, contro i cechi». «I giallorossi nel girone devono fare la corsa sulle altre due, i cechi del Viktoria Plzen che stasera vedremo all'Olimpico e i russi del Cska Mosca». Dalle tre pappine del Bernabeu, ho sentito o letto queste frasi centinaia di volte,quasi fossero un magico balsamo per dimenticare gli orfani di Cristiano. Non è che siano frasi del tutto campate in aria, per carità, si può perdere sul campo del club che nel suo museo ha in mostra, ben allineate, tredici coppe con le grandi orecchie, anche se quella sera la Roma perse di brutto e male. Eppure io spero ugualmente che Di Francesco e i giocatori non la pensino così. E sono pure abbastanza convinto che non cadranno in questo errore che può sfociare nella sottovalutazione dell'avversario, qualsiasi nome abbia la squadra che ti trovi di fronte.

Perché la Roma la sua Champions in cui è entrata da semifinalista della passata edizione, l'ha cominciata, male, al Bernabeu, tre punti persi e tre gol sul groppone, tanto per prendere atto che nel nostro girone di posto a disposizione per gli ottavi di finale ce ne è e ce ne sarà soltanto uno e quello ce lo dobbiamo prendere. Non c'è da sorprendersi, ma ricordarlo sì. A partire dalla sfida di questa sera, la prima di quattro partite (le due con i cechi e le altrettante contro i russi) che dovranno garantirci i punti per continuare a sognare, dimenticando pure che alla penultima giornata all'Olimpico si presenterà un Real che forse, anzi probabilmente, potrebbe aver già garantita la qualificazione e forse pure il primo posto.

Per questa ragione, i giallorossi faranno bene a scendere in campo con la stessa voglia, grinta, concentrazione, ubbidienza tattica con cui sabato scorso ci hanno regalato l'estasi di un altro derby portato a casa. Ha fatto bene, in questo senso, ieri, nella conferenza stampa della vigilia, Eusebio di Francesco a tornare a parlare di approccio alla partita. Fa tutta la differenza del mondo anche in gare come quella di stasera in cui la qualità tecnica delle due squadre è evidentemente sbilanciata a nostro favore. Ed è anche consigliabile che i reduci (non troppi) dal 4-1 (Europa League) di due anni fa, non si portino in campo quel ricordo perché potrebbe rivelarsi soltanto controproducente. Per certi versi gli oltre quarantamila spettatori previsti dovranno come rivedere un proseguimento del derby, una Roma equilibrata in campo, con un pressing di squadra con l'obiettivo di rubare pallone e puntare la porta avversaria, con la stessa voglia di continuare a far sbiadire, se mai sarà possibile, l'amarissimo inizio di questa stagione. Perché la Champions non comincia stasera.