Colpevoli. Tutti. Nessuno escluso e mi ci metto dentro senza problemi. La Roma a Bologna è stata un disastro. Come con l'Atalanta, il Milan, il Chievo, il Real Madrid. Gli indizi ormai sono ben oltre la prova. Serve altro per capire che questa squadra ha carenze strutturali che vengono ulteriormente evidenziate dal quattro-tre-tre? Cosa altro deve succedere per prendere atto che la linea difensiva è abbandonata a se stessa, nove gol subiti in cinque partite di campionato sono lì a sentenziarlo? Che il centrocampo è
un'ipotesi che non sta in piedi? Che i tre attaccanti sono un lusso che ora non ti puoi permettere? Che il gioco è rimasto, forse, solo nella testa di Di Francesco? Che non si ruba un pallone neppure per sbaglio? Che la transizione della palla avviene a velocità tartarughesche? Che i giocatori che vanno in campo sembrano farti un favore? Che non ce ne è uno che ti regala un sorriso? Che la Roma non ha mai dato l'impressione di essere una squadra, magari sbagliata, ma una squadra? In questi casi, quando si prende atto che quello che avevi pensato in campo non si vede neppure un po', si cercano soluzioni alternative. Negli scacchi, per dire, quando ci si trova in difficoltà, ci si arrocca, con l'obiettivo di non dare ulteriori vantaggi all'avversario, cercando di prendere tempo in attesa che possa succedere qualcosa di positivo. La Roma fa il contrario. Continua a inseguire se stessa non capendo che quella sognata non c'è più e, con questa rosa, non ci potrà essere, al di là di qualunque discorso a proposito di spirito con cui scendere in campo, roba che questi calciatori non sanno neppure cosa sia.

Colpevoli. Tutti. Nessuno escluso. Pure di costringerci, ora, a ricordare quella magica notte con il Barcellona, come l'inizio di tutti i problemi. Ci siamo riempiti la bocca e la testa con quella semifinale di Champions. Convincendoci che fosse l'inizio di un grande percorso. La realtà, invece, è che siamo andati fuori strada e non riusciamo a ritrovare quella giusta perlomeno per non andare incontro a una vergogna come quella di Bologna. Che sarebbe andata male pure al Dall'Ara, lo avevo temuto non tanto alla lettura della formazione ufficiale, ma quando ho visto la disposizione in campo della squadra. Ok Marcano titolare, ma giocherà a tre, magari a tre e mezzo ricordando un dettame spallettiano. Ma quando mai. Marcano esterno sinistro. Posso apprezzare il coraggio di una mossa di questo tipo, ma poi vi domando: si può Marcano esterno sinistro per ribadire il quattro-tre-tre? E ancora: si può insistere con due intermedi di centrocampo che rubano un pallone solo quando gli avversari glielo buttano addosso? Si può giocare a ritmi dopolavoristici? E si può dire che questa Roma è sbagliata? Pagherei di tasca mia, tra qualche settimana, per poter chiedere scusa alla Roma per questa affermazione. Sarei felice come un bambino di farlo. Ma ho paura che non potrò porgere le mie scuse. Ora, nella delusione di tifoso tradito, l'unica cosa che riesco a vedere è il mercato di gennaio dove la Roma dovrà prendere due animali in mezzo al campo. Sperando non sia troppo tardi.

Forza Roma.