Barcellona di qua. Barcellona di là. Barcellona di sopra. Barcellona di sotto. E al Bologna chi ci ha pensato? Nessuno o quasi, forse soltanto Eusebio Di Francesco. Facciamo il mea culpa, in questo senso, non ci tiriamo certo fuori dal banco degli imputati. Tutti, attenzione nessuno si senta escluso, siamo stati coinvolti dall'appuntamento storico con i catalani, ma poi storico di che visto che questa nostra Roma, quella Coppa con le grandi orecchie una volta è arrivata a giocarsela in finale. Il risultato è stato che si è pensato più a Messi che a Pulgar, più a Suarez che a Palacio, più al Camp Nou che al Dall'Ara.

La conseguenza è stata che la Roma vista in campo, più o meno per tutti i novanta minuti, ha dato l'impressione che giocasse con la convinzione che la vittoria sarebbe comunque arrivata per inerzia, perché siamo più forti, perché il Bologna non fa più tremare nessuno, perché noi siamo la Roma. E allora manovra lenta, poca profondità, zero coraggio nel provare la giocata difficile, nessun cambio di marcia che potesse mettere in difficoltà il fortino difensivo messo in piedi da Donadoni. Quelli bravi dicono manovra involuta, anche se poi se uno va a vedere le occasioni ce ne sono state solo per i giallorossi. Un vizio antico che questa squadra non riesce ancora a correggere. Il risultato è che ora siamo qui ad aggiornare la tabella dei rimpianti.

Detto questo, passiamo ad altro. Perché c'è pure dell'altro. Ovvero il fattore C e quello arbitrale, forse meglio dire Var. Il fattore C si era già fatto vivo nella sosta per le nazionali che ha riconsegnato a Di Francesco Pellegrini e Under infortunati. Come se non bastasse a Bologna dopo neppure dieci minuti, Nainggolan è stato costretto a chiedere il cambio probabilmente per un risentimento muscolare. Puntuale, dopo un minuto, è arrivata la rete dei padroni di casa. Che qualche dubbio ce lo ha fatto venire. Perché sarà stato pure involontario il solare fallo di braccio di Pulgar, ma è stata la chiave per il tiro che è finito in porta. Domandiamo: un fallo di mano di quel tipo in area commesso da un difensore, sarebbe stato sì o no, rigore? Noi rispondiamo sì, Irrati ha detto no. Senza neppure andare a vedere il Var. Un po' come era successo in Roma-Inter. Allora davanti alla tecnologia c'era Orsato, ieri Tagliavento. Entrambi non hanno neppure consigliato di andare a rivedere le immagini. Come se l'innovazione del Var vedesse esclusa la squadra giallorossa. Tranquilli, comunque, non ci sarà nessuna class action.