Se c'era un uomo degno di indossare la fascia di capitano di Francesco Totti non si poteva trovare erede migliore di Daniele De Rossi che ha concluso ieri sera da campione una settimana densa e tragica, piena di emozioni così contrastanti, con la devastazione per la notizia della scomparsa di uno dei suoi migliori amici, il blitz a Firenze per i funerali, gli allenamenti da sostenere per rimettere in sesto la caviglia nuovamente provata a Napoli e infine la partita di ieri, cominciata con un'ammonizione che avrebbe potuto condizionarne il rendimento e invece alla fine è stata l'unica macchia di una prestazione superba, resa più preziosa da un gol festeggiato in maniera così sobria. Mestiere e passione, così tante volte una cosa per lui diventa l'altra da non saperne dove comincia una cosa e finisce l'altra. Tutto quel che si può dire è che con un capitano così Roma è straordinariamente rappresentata.

Così, con De Rossi migliore in campo, la squadra ha ricominciato la sua corsa verso il podio di questo campionato, segnando nella ripresa tre gol (così diventano undici segnati nella ripresa degli ultimi tredici realizzati dalla Roma) dopo essersi scrollata di dosso la pesantezza per una partita che ancora una volta a un certo punto è apparsa in salita. La differenza con altre sfide è che stavolta non è arrivato il gol da rimontare (grazie a Santo Alisson e a un clamoroso errore di Belotti) e quando poi Manolas ha battuto Sirigu all'improvviso il quadro si è ribaltato e la ripresa è diventata pura accademia. 

Tre gol, dopo i quattro di Napoli, porta imbattuta e quattro punti sopra la Lazio (attesa domani dal Cagliari) e cinque sopra l'Inter (che ospiterà il Napoli e poi dovrà recuperare il derby col Milan), così il terzo posto è molto più saldo e la partita con lo Shakhtar si potrà preparare nella maniera migliore. Ieri c'è stata una gustosa anteprima, con la squadra che a fine partita è rimasta in campo a godersi il filmato già diffuso sui canali social della società per caricare un ambiente che non aspetta altro che la miccia si accenda. Ci vuole un'impresa, e dev'essere ora: arrivare tra le prime otto d'Europa sarebbe una fantastica soddisfazione.