Con i 2300 tifosi a vegliare dall'alto ci siamo illusi anche noi che la Roma potesse uscire da San Siro con i tre punti, rinfrancati dopo tante preoccupazioni di giorni bui da un primo tempo coraggioso e fiero. Ma poi nella ripresa hanno ripreso a ballare i fantasmi che si divertono a banchettare davanti ai nostri occhi tra risultati mancati, feeling assente con la tifoseria più appassionata e quelle disturbanti notizie di mercato che hanno appassito persino la vis pugnandi di combattenti come Dzeko e Nainggolan. Ieri si è osservato un giorno di pausa per rispetto della partita, ma da oggi si ricomincerà a parlare della trattativa che da qui a pochi giorni potrebbe portare Dzeko a Londra e chissà chi al suo posto al centro dell'attacco. Nainggolan, come ha detto ieri Di Francesco a fine partita, è invece stato praticamente tolto dal banco delle offerte speciali, ma anche lui ieri è apparso fuori condizione, forse appesantito da un lungo periodo senza calcio, tra sosta di campionato e sosta forzata.

Non sappiamo tutto questo come finirà, sappiamo solo che un primo effetto straniante c'è già stato (Dzeko ieri è sembrato già con la testa altrove) e che tra mercoledì e domenica ci sono altri due appuntamenti fondamentali per il futuro del campionato, contro la Sampdoria, mentre intorno corrono tutte le avversarie riducendo gli spazi per competere per la Champions per il prossimo anno.

Ieri nel secondo tempo sembrava quasi che i giocatori non aspettassero altro che il peggio, e hanno avuto un sussulto d'orgoglio solo dopo il pareggio di Vecino. Come se psicologicamente sapessero che non c'è più un traguardo realmente a portata davanti, come se il pareggio e la vittoria ieri fossero la stessa cosa perché tanto il Napoli e la Juventus sono irraggiungibili e invece così anche il quarto posto rischia di allontanarsi. Quello che dice Di Francesco, che nelle scelte ieri è stato molto conservativo, andrebbe scolpito nella roccia: «Qui si parla solo di mercato, io devo pensare al calcio». Speriamo davvero che ne abbia la forza.