Parliamoci chiaro: per Dzeko quella di stasera non può essere una partita come tutte le altre. Nell'ultima settimana il suo nome ha riempito le cronache di mercato come nessun altro. L'interesse del Chelsea per il centravanti bosniaco non è più un mistero. Da qui a dire che Edin sia già sulla strada di Londra ce ne passa. La linea della Roma è stata tracciata ieri dall'intervento del direttore sportivo Monchi - inatteso quanto chiarificatore - nel preambolo alla consueta conferenza stampa della vigilia del tecnico Di Francesco. Il club con sede a Trigoria non smobilita. Non ha necessità né intenzione di farlo. La possibilità di una trattativa dipende dall'entità di un'offerta, come accade per ogni calciatore a tutte le latitudini. E di fronte a una irrinunciabile (che per la cronaca, fino a questo momento non è arrivata), la società sarebbe chiamata a fare le proprie valutazioni. Eventualmente a valutare di investire su profili differenti. Alla luce delle ultime rivelazioni, una coltre di dubbi non ancora diradata avvolge il futuro prossimo di Dzeko. Quello immediato è tutto rivolto su Milano. Destinazione San Siro, sponda Inter. Edin è a tutti gli effetti un calciatore della Roma. Lo sarà sicuramente stasera quando la squadra scenderà in campo al Meazza. E nulla vieta di pensare che possa continuare ad esserlo, come auspica larga parte dei tifosi giallorossi. Ma se domani è un altro giorno, oggi è quello di una partita chiave per il prosieguo di una stagione che da un mese a questa parte si è resa avara di soddisfazioni.

L'Inter dell'ex Spalletti, la classifica deficitaria e la possibilità concreta di scalarla con un successo, perfino il palcoscenico milanese con la cornice di pubblico delle grandi occasioni: tutto rema in direzione di una sfida nella quale il livello di concentrazione deve mantenersi altissimo. Lo hanno ribadito anche i diretti interessati negli ultimi giorni di tante dichiarazioni e poco calcio giocato. Se la Roma ha difettato di personalità nelle ultime deludenti prestazioni, questo è il momento più opportuno per ritirare fuori quel carattere che l'aveva lanciata verso la vetta fino a poco prima di Natale. In questo quadro, un ruolo di primo piano non può non averlo il bomber principe della squadra guidata da Di Francesco. Che non a caso, ieri non ha mostrato esitazioni nell'annunciare l'impiego di Dzeko fin dal primo minuto. Aggiungendo anche che il bosniaco «è motivatissimo, desideroso di far bene: mi auguro che possa essere determinante». Decisivo lo è già stato Edin, con i suoi 12 gol stagionali, tra i quali uno proprio all'Inter, nella gara d'andata, che sarebbe servito a cogliere i tre punti senza la svista Var e i tre pali. Come è già stato fondamentale proprio a San Siro, contro l'altra milanese: un suo gran gol diede il vantaggio alla Roma, che colse un'importante vittoria a ottobre da quelle parti. D'altra parte ci sarà più di una ragione, se è l'unico giocatore in rosa al quale l'allenatore non ha mai rinunciato. Si spera faccia altrettanto anche la società.