L'ultimo in ordine di tempo è stato Alessandro Gassman, con un tweet piuttosto esplicito: «Che bello sarebbe avere un presidente della Figc che fosse pratico di calcio, che lo avesse praticato con successo, che parlasse un ottimo italiano e fosse persona integerrima e desiderosa di innovare... #DamianoTommasi. Lui, Damiano, quando ieri mattina glielo abbiamo mostrato, ne era lieto e qualche minuto dopo anche il suo "cuoricino" si è unito agli oltre 1.600 che lo avevano già fatto. L'attore romano è solo l'ultimo cittadino (e sportivo) italiano che ha mostrato il suo gradimento per la candidatura in Figc di Damiano Tommasi. Il consenso su cui conterebbe l'attuale presidente dell'Aic se le votazioni fossero a suffragio universale sarebbe larghissimo, ma ad eleggere il prossimo presidente della Federcalcio sarà una élite ristretta, con diversi delegati delle varie componenti calcistiche: quella della serie A, della serie B, della Lega Pro, della Lega Dilettanti, degli Arbitri, degli Allenatori, dei Calciatori. E qui il discorso si complica perché nessuno ancora si esprime in maniera esplicita. Come ha detto ieri Damiano, «in Italia c'è l'abitudine di votare con la maggioranza, come teorizzava un mio vecchio compagno di squadra. Quindi per ora nessuno si espone».

Ieri pomeriggio a Firenze l'ennesimo incontro tra le componenti è stato ancora una volta inutile. L'appuntamento decisivo diventa quindi probabilmente quello di stamattina, quando i delegati della Lega di serie A (Cairo, Ferrero, Marotta e l'immancabile Lotito) dovrebbero incontrare i vari rappresentanti di tutte le altre componenti e poi partorire la decisione che potrebbe spostare gli equilibri. La sensazione a questo punto è che, salvo clamorose sorprese con il nome tirato fuori dal cilindro stamattina, non ci saranno convergenze su un nome solo e a contrapporsi saranno alla fine molto probabilmente Tommasi e un ticket tra Sibilia e Lotito, guarda caso due molto citati ieri nei discorsi sulle candidature per le elezioni politiche del 4 marzo (nella vasta area del centrodestra). In sostanza, la lotta sarà tra Tommasi e Lotito, che non solo per i romanisti, ma per tutti quelli che hanno a cuore le sorti del calcio italiano è una sorta di confronto tra il Bene e il Male. Noi ci siamo schierati senza problemi di sorta. Ma ci piacerebbe che lo facessero anche tutti gli altri giornali, sportivi o meno. Dovrebbero dire se, dopo aver per intere settimane denunciato tutti i mali procurati da Tavecchio, oggi accetterebbero volentieri di scrivere ogni giorno di un calcio guidato da Lotito. Una roba che al solo pensiero fa ridere, se non ci fosse da piangere.