L'infortunio di Perotti spinge a una doppia riflessione. La prima riguarda la sfera personale del ragazzo, un giocatore di talento che avuto la carriera costellata da diverse disgrazie fisiche che ne hanno rallentato e poi impedito la completa fioritura. Anche stavolta, vista la cura con cui si era impegnato ad assumere quel ruolo che Fonseca gli aveva chiesto sin dei primi giorni di ritiro, ci aveva provato fino in fondo, poi il destino, ma soprattutto quella fragilità muscolare che lo assilla, hanno detto stop. Fermarsi due mesi alla vigilia della prima giornata di campionato è indubbiamente una botta molto pesante da digerire. Gli giunga un abbraccio vero, da romanisti.

Per la Roma, adesso, assume carattere d'urgenza la decisione da prendere per completare un reparto che già la partenza di El Shaarawy aveva reso meno competitiva rispetto allo scorso anno. E se, come sembra a questo punto non solo probabile, ma anche opportuno, uscirà in prestito Schick, saranno due i giocatori d'attacco che serviranno a completare il reparto. Perché l'esperienza dice che non si potrà fare affidamento con continuità né su Perotti né su Pastore e non può essere il giovane Antonucci (che farebbe bene ad andare a giocare per fare esperienza) la soluzione d'emergenza. Sul punto non può esserci discussione, né complicazione finanziaria. Sbagliare quest'anno la stagione potrebbe avere conseguenze per il bilancio ancora più drammatiche di quanto non siano apparse quest'anno quando è stata sancita l'esclusione dalla Champions League. Un investimento - ragionato - adesso potrebbe consentire alla squadra di raggiungere i suoi obiettivi sportivi e a beneficiarne saranno indubbiamente anche le casse.

Lo stesso discorso, ovviamente, vale per la difesa, il reparto maggiormente in sofferenza dopo la risoluzione del contratto voluta da Manolas e in seguito alla decisione di continuare, radicalizzandola, la scelta tattica decisamente offensivistica di Di Francesco con l'ingaggio di Fonseca. L'allenatore è bravo e va sostenuto, dandogli giocatori che abbiano le caratteristiche migliori per adattarsi alle sue necessità, sperando che passi in fretta il tempo che gli consentirà di non essere più impreparato, quando si trova al cospetto un Ghiglione o un Lazzari, che in serie A possono purgarti se non sai dove possono colpirti. Oggi, dopo il mezzo passo falso con il Genoa, e alla vigilia del derby, la scelta di campo sul mercato in questi ultimi giorni non va fatta guardando (solo) al portafoglio, ma ascoltando le necessità tecniche di chi poi questa squadra avrà la responsabilità di riportarla in alto.