A fine partita Di Francesco ha rivelato che in settimana la Roma ha lavorato tanto sulla quantità, immaginiamo per far fronte ad una fine d'anno diversa rispetto alle solite abitudini perché da qui alla Befana il calendario prevede addirittura cinque sfide per la Roma: tre di campionato (Torino con la Juventus, Sassuolo e Atalanta) e speriamo due di Coppa Italia (una sicura: mercoledì col Torino, poi si vedrà). Questo significa che non è ancora il momento di alzare il piede dal pedale, anzi, in quattro giorni la Roma si giocherà già una buona fetta di stagione o comunque di considerazione generale: dopo la sfida con i granata a metà pomeriggio di metà settimana, si andrà al cospetto della Juve alla vigilia della vigilia di Natale. Due successi proietterebbero la Roma nel firmamento delle protagoniste assolute di questo primo scorcio di stagione e del futuro, due sconfitte ridimensionerebbero di brutto le sue ambizioni. Ecco perché i tre punti di ieri sono oro colato ed ecco perché Eusebio ha cambiato modalità di lavoro a Trigoria sapendo di rischiare qualcosa. A ben vedere, rischi veri la Roma ieri sera non ne ha corsi. Alisson ha preso freddo per tutta la partita senza mai effettuare un intervento, per la nona volta la squadra giallorossa ha finito una partita con la porta inviolata, per la quarta volta consecutiva ha tirato per oltre venti volte verso la porta avversaria e per la terza volta non ha concesso neanche un tiro nello specchio.

Forse ci siamo abituati troppo bene. Ma quando una squadra domina in questa maniera pur senza brillare com'è successo ieri è sempre un segno di grande autorevolezza. Adesso però è il momento di raccogliere i frutti di tanta semina. Il grande vantaggio è arrivarci con una rosa di almeno venti giocatori pronti e fisicamente già rodati. Lo svantaggio è che qualche protagonista della prima fase adesso sembra un po' smarrito. Dzeko, ad esempio, ha perso buona parte della sua brillantezza e anche ieri ha vagato per il campo in cerca di un pallone buono da mandare in porta. E anche Nainggolan e Kolarov sembrano un po' appannati. Per arrivare felici a Natale c'è bisogno di loro.