«Conosco molto bene Paulo, per me è un amico». Con questa premessa Abel Ferreira, allenatore dello Sporting Braga, ha accettato con entusiasmo di raccontarci qualcosa di più su Fonseca, promesso sposo della Roma dopo l'intesa raggiunta tra i club sulla clausola rescissoria. Promosso in prima squadra nell'aprile del 2017, l'ex terzino destro portoghese allenava il Braga B anche durante la memorabile stagione 2015/16, culminata con la vittoria della Coppa di Portogallo sotto la guida dell'ex tecnico del Porto. A differenza del suo più esperto collega, Abel ha iniziato subito da una grande squadra, allenando lo Sporting Lisbona Under 19 nel 2012 e lo Sporting Lisbona B l'anno successivo, prima di approdare a Braga nel 2015 dopo un anno sabbatico. Da terzino destro, ha affrontato anche la Roma in Europa. «Nel 2007, quando ero un calciatore dello Sporting Lisbona, ho giocato contro di voi in Champions League (nella fase a gironi) e ho potuto apprezzare la filosofia della squadra». Stiamo parlando della Roma del primo Spalletti, capace di incantare anche in campo internazionale con il bel gioco. In quella stagione, Totti e compagni riuscirono nell'impresa di dominare il Real Madrid sia in casa sia in trasferta negli ottavi di finale, arrendendosi ai quarti contro il Manchester United (0-2 e 0-1). Nella doppia sfida contro i portoghesi arrivarono invece quattro punti, grazie alla vittoria per 2-1 in casa (Juan e Vucinic) e al pareggio per 2-2 a Lisbona (Cassetti e autorete di Polga). «Posso dirti che secondo me era impossibile per la Roma ingaggiare un allenatore migliore di Fonseca».

Sarri e i giovani

Questo il verdetto del tecnico quarantenne, argomentato con cura nel resto della chiacchierata. «Se penso alla Roma penso al bel gioco, e Fonseca vuol dire bel gioco. È molto simile a Maurizio Sarri, perché punta ad un atteggiamento offensivo e al possesso palla per comandare la gara. Quando era qui a Braga parlavamo molto e avevamo un modo molto simile di allenare e di preparare le partite. Aveva un occhio di riguardo per i giovani, ma non per una questione di età. Chi dimostra di essere pronto con lui gioca. Non si fa problemi anagrafici, lui guarda la qualità, non guarda l'età». Reduce da due quarti posti in campionato, Abel Ferreira ha poi riconosciuto che il seme piantato da Fonseca è ancora fecondo. «Anche se con un sistema di gioco diverso, la filosofia e il modo di pensare è lo stesso. A Paulo piace controllare la partita con il pallone. Secondo me gli allenatori italiani spesso aspettano l'errore degli avversari, Fonseca no. Lui tenta sempre di assumere il comando del gioco tramite il possesso palla. Come detto, la sua filosofia è molto simile a quella di Sarri e le sue squadre quando non hanno la palla sono portate ad attaccare l'avversario alto per conquistarla. Lui cerca un gioco offensivo e anche la Roma, quindi è proprio l'allenatore giusto per la squadra giallorossa. Li vedo bene insieme per fare un po' di joga bonito», conclude sorridendo il tecnico quarantenne.